Gli agricoltori scendono in piazza: momenti di tensione al casello di Orte sull'A1. A Foggia i trattori invadono la città
Le proteste di Francia e Germania sono arrivate in Italia con cortei e manifestazioni in diverse parti della Penisola contro le politiche dell'Europa e le scelte del governo

Le proteste degli agricoltori in Francia e Germania sono arrivate anche in Italia con cortei in diverse parti della Penisola contro le politiche dell'Europa e le scelte del governo. Oggi momenti di tensione si sono verificati al casello di Orte sull'A1. Gli agricoltori in presidio hanno tentato di bloccare la circolazione ma le forze dell'ordine sono intervenute impedendo il blitz. La nuova protesta si sta svolgendo nei pressi del casello autostradale di Orte, provincia di Viterbo, sull'A1. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, alla protesta partecipano anche diversi lavoratori provenienti dall'Umbria.
A Viterbo gli agricoltori paralizzano l'ingresso della città
Una quarantina di mezzi agricoli ha paralizzato il traffico della Cassia Nord in prossimità di Porta Fiorentina, una delle porte principali di accesso a Viterbo. Poco prima del solito raduno sulla Cassia accanto al cimitero, alcuni manifestanti si sono fermati di fronte alla sede della Coldiretti Viterbo, dove hanno strappato le bandiere che erano sulla porta. Le bandiere sono poi state bruciate in segno di protesta. Alle 11 il corteo di trattori, partito dal punto di ritrovo, ha percorso via della Palazzina, Piazzale Gramsci e via Garbini paralizzando il traffico.
Proteste anche in Calabria
Presidi su molte strade principali e due riunioni in programma in Regione nel tentativo di trovare una mediazione: quella di oggi è una giornata fondamentale sul fronte della protesta degli agricoltori in Calabria. I presidi più importanti sono in corso nel Catanzarese e nel Crotonese. Lunghe file a Botricello e Cropani Marina, sulla strada statale 106. Proprio i sindaci dei due comuni del Catanzarese, Saverio Simone Puccio e Raffaele Mercurio, dopo le interlocuzioni con il prefetto di Catanzaro Enrico Ricci, hanno ottenuto un tavolo tecnico che si terrà in mattinata in Regione e a cui seguirà una seconda riunione con gli agricoltori del Crotonese. Molti i disagi alla circolazione stradale.
A Foggia i trattori invadono la città
Oltre 400 trattori (anche se il numero potrebbe essere superiore) hanno invaso la città di Foggia da tutta la provincia. Partiti da una stazione di servizio Green park lungo la statale 16 nel tratto che unisce Foggia a San Severo hanno marciato su Foggia entrando nella città e portandosi fino al centro cittadino in piazza Cavour a suon di clacson. Una protesta pacifica e autorizzata che ha visto la partecipazione degli agricoltori di tutta la provincia, dai Monti Dauni al Gargano passando per la piana del tavoliere. Da alcuni giorni gli agricoltori della provincia di Foggia con i loro trattori stanno attuando presidi lungo aree di sosta e piazzole in molti punti della Capitanata.
A Udine sfilano in corteo 70 trattori
È giunta anche a Udine la protesta degli agricoltori. Una settantina di trattori e di mezzi agricoli di vario tipo si sono radunati nel parcheggio dello Stadio di Udine, proveniente da varie località del Friuli. I manifestanti si sono organizzati spontaneamente dandosi appuntamento e poi sono sfilati in corteo fino in piazza Primo Maggio. La manifestazione si è sciolta poco dopo e si è svolta senza alcun problema ma soltanto qualche disagio per la circolazione. Le forze dell'ordine presenti hanno controllato lo svolgimento dell'iniziativa.
Martedì manifestazione in Sardegna
La protesta degli agricoltori in difesa del comparto arriva anche in Sardegna. Domani, martedì 30 gennaio, è in programma un primo sit-in a oltranza, all'ingresso della dogana del porto di Cagliari, a partire dalle 10. I manifestanti, che dovrebbero arrivare da ogni parte dell'Isola, stanno organizzando un blocco che ricorda quello degli autotrasportatori nel marzo 2022. Secondo quanto riporta L'Ansa che ha intervistato uno degli organizzatori, Mario Mulas, sono attese decine di trattori. "Siamo tutti uniti, non vogliamo che l'Europa ci tolga quel poco che abbiamo", ha detto Mulas. "Non ce la facciamo più perché non rientriamo nei costi".