Offre il pane ai poveri ma non lo può scrivere, altrimenti rischia di essere multato
Il commerciante non riesce a capire il perché di questo accanimento, tuttavia il ha deciso di sfidare il rigore di due vigilesse

Aiuta i poveri lasciando ogni notte fuori dal suo bar panetteria un cesto di pane; Piero Fassino, il sindaco di Torino, si complimenta con lui, ma due vigilesse, dopo aver visto il cartello rivolto alle persone in difficoltà (“Lascerò tutte le sere del pane in un cesto per chi ha bisogno”), hanno minacciato di multarlo per occupazione abusiva di suolo pubblico. Tutto questo Vincenzo Patitucci non se lo sarebbe mai aspettato. Eppure, un quartiere intero aveva applaudito il proprietario di Parlapà.
“In questa zona c’è poco movimento e portare avanti l’attività si sta rivelando complicato – ha spiegato alla Stampa il Patitucci -. Lasciavo i manifesti sul marciapiede perché fossero più visibili: non sapevo fosse vietato”. Dal comando centrale della Polizia Municipale si dicono all’oscuro della vicenda: “Cercheremo di capire che cosa sia successo”. Parole che non attenuano l’amarezza del giovane barista: “Sono schifato. È incredibile che, di fronte ad un gesto simile, le forze dell’ordine ti mettano i bastoni tra le ruote”. Non tutte ha poi specificato il panettiere. Una settimana fa, quando le vetrine delle Poste di fronte al bar sono state vandalizzate, alcuni poliziotti hanno fatto colazione da Parlapà: “Hanno visto il cartello e mi hanno fatto i complimenti”, ha spiegato Patitucci.
Il commerciante non riesce a capire il perché di questo accanimento, tuttavia il ha deciso di sfidare il rigore delle due vigilesse lasciando il pane invenduto fuori dal suo locale. La solidarietà per lui non solo una parola: “Ogni sera, fuori dal negozio, ci saranno baguette, spaccatelle e rosette - assicura -. Fin quando me ne sarà data la possibilità, darò una mano a chi ne ha bisogno”.