Pop Up Lab. Riapriamo le città

Tiscali

EMPOLI, 18 Nov - Prende il via con una call for ideas aperta a tutti, POP UP lab – Riapriamo la città - un progetto innovativo per animare con attività culturali e commerciali i fondi privati dei centri storici di cinque comuni toscani. Dopo il successo della prima edizione, che si è svolta a marzo nel piccolo comune di Castelfranco di Sotto (Pi), ed ha visto la riapertura di 30 fondi con più di 50 progetti di attività commerciali culturali e sociali, l’idea è cresciuta ed è divenuta un vero e proprio laboratorio di sperimentazione di pratiche per costruire nuovi modelli di condivisione degli spazi cittadini.

Come funziona POP UP lab? Nei cinque comuni coinvolti dal progetto le amministrazioni individuano fondi sfitti e in accordo con i proprietari provvedono a metterli a disposizione dell’iniziativa. Viene lanciata una call for ideas aperta a singoli e gruppi, che propongono una idea o un progetto per animare i fondi nel corso di tre giorni. I vincitori del bando utilizzano gratuitamente i fondi a loro destinati per realizzare le idee presentate e organizzare attività sociali, culturali e commerciali di tipo amatoriale e/o imprenditoriale. La cornice delle attività è una tre giorni di eventi e iniziative aperte a tutti e pensate per rianimare i centri storici e individuare linee guida partecipate per la loro rivitalizzazione.

Dove e quando? I cinque comuni che hanno creduto nell’iniziativa e vi hanno aderito sono Empoli (Fi), Campi Bisenzio (Fi), Cascina (Pi), Quarrata (Pt) e Monteverdi Marittimo (Pi). Nei loro centri storici si svolgeranno le iniziative di questa edizione di POP_UP Lab tra Dicembre 2014 e Maggio 2015.

Perché POP UP lab? Per riempire i vuoti lasciati dalle attività commerciali è necessario immaginare nuovi modelli di utilizzo degli spazi, che valorizzino la forza delle sinergie e mettano in rete la creatività dei singoli: gestione condivisa, temporary stores, coworking, spazi che non sono soltanto luoghi in cui si vendono merci e servizi, ma anche e soprattutto laboratori di creatività, produzione condivisa e cultura. Modelli che siano basati sul dialogo e la collaborazione attiva tra cittadini, privati e amministrazioni. Che permettano di sperimentare approcci innovativi che abbiano il potenziale di divenire politiche pubbliche intelligenti.