MygranTour, Torino esporta le ?guide migranti' in tutta Europa

Tiscali

TORINO 16 Dic (Spazi Inclusi) - "MygranTour", Torino esporta le ‘guide migranti’ in tutta Europa. Dal 2010, speciali guide accompagnano studenti, turisti e cittadini alla scoperta dei quartieri multietnici. Sul modello torinese, anche altre città italiane ed europee avranno i loro itinerari interculturali, in una prospettiva di costruzione di una rete europea di "città migranti". Nei giorni scorsi, le rappresentanze del progetto da Lisbona, Valencia, Marsiglia e Parigi come da Roma, Milano, Firenze, Genova si sono incontrate nel capoluogo sabaudo per prendere spunto dal modello subalpino e replicarlo, nei prossimi 18 mesi, all’interno dei propri contesti urbani, cercando di coinvolgere e rendere partecipi i cittadini dei cambiamenti socio-culturali della loro città.

Passeggiare nei quartieri più multietnici delle città accompagnati da speciali guide, originarie proprio dei paesi i cui migranti popolano tali quartieri. E’ questo il senso della proposta che prevede la realizzazione di itinerari interculturali, accompagnati da guide migranti, nei quartieri a più alta densità straniera di diverse città italiane ed europee. Il progetto è finanziato dalla Commissione europea e vede come capofila la cooperativa-tour operator Viaggi Solidali, insieme alle ong ACRA ed Oxfam Italia.

Da oltre tre anni le passeggiate interculturali si svolgono nei quartieri di Porta Palazzo, San Salvario e San Paolo, tutte zone di Torino con una forte presenza di cittadini di origine straniera, soprattutto marocchini, romeni, peruviani e cinesi. "Dal 2010 ad oggi – afferma Francesco Vietti, coordinatore degli itinerari per Viaggi Solidali – hanno seguito i nostri percorsi quasi 5 mila persone, per lo più studenti, turisti e anche qualche torinese desideroso di scoprire o riscoprire angoli di città in continuo mutamento".

Le guide sono persone provenienti da diversi paesi del mondo che, però, risiedono a Torino da molti anni e sono diventate le figure maggiormente indicate per un lavoro del genere. "I nostri tour servono per far incontrare e vincere le resistenze tra le diverse culture che convivono in città - racconta Essediya Magboul, guida marocchina, a Torino da circa 10 anni – senza la conoscenza dei costumi e delle tradizioni altrui non ci può essere una vera comprensione ed accettazione dei propri concittadini. Queste passeggiate servono sia agli italiani che agli stranieri, oltre che ai turisti interessati a scoprire angoli davvero autentici di Torino".