Nuok, il diario di una viaggiatrice diventato una finestra sul mondo

Un fiume in piena di creatività e dolcezza. Così si presenta Alice Avallone, trent’anni ancora da compiere e alle spalle già tanti chilometri macinati a bordo di treni e aerei. Quello che fa la differenza tra lei e altre viaggiatrici lo scopre nel 2009, durante la sua permanenza nella Grande Mela, quando apre un blog chiamandolo “Nuok”, ovvero come New York pronunciata da un bimbo che parla a malapena. L’idea è raccontare il volto umano e gioioso di New York, così immensa e frenetica nella maggior parte delle narrazioni che si fanno di questa città.

E in poco tempo, quello che era nato come uno spazio personale, si è trasformato in un sito a tutti gli effetti, con consigli e informazioni e foto da oltre settanta città nel mondo. Insieme ad Alice, a raccontare i posti in cui vivono ci sono i nuokers, giovani italiani che vivono all’estero per ragioni di studio e lavoro che, conquistati dallo stile fresco del sito econtagiati dall’energia della sua ideatrice, hanno deciso di partecipare in prima persona a questa avventura web. Alice è, di fatto, una brillante creative thinker e delle sue passioni ha fatto un lavoro diventando digital media, web 2.0 e social media strategist. Per NOIDONNE, a corredo dell’intervista, ha scelto le foto dei suoi viaggi più belli di bambina, perché è da lì che è partito tutto.

Quando hai iniziato a muoverti su e giù per il globo?

Ho sempre viaggiato tanto da piccola con la mia famiglia e ho anche sempre amato preparare la mia valigetta, da che ho memoria! Le distanze non mi hanno mai impressionata: per me il mondo era un unico grande piano di gioco, sul quale le persone si muovevano in barba ai confini geografici. A undici anni ho fatto la mia prima traversata oceanica da sola per andare a Perth, Australia, dove vivono i miei zii e cugini. Forse è stato quello il momento in cui mi sono davvero innamorata del viaggio, e ho pensato che non avrei mai smesso di prendere aerei e treni.

Quali sono le mete che ti hanno affascinato di più?

Ho tre città nel cuore: Lisbona per il suo caloroso affaccio sull’oceano, Palermo per la caotica magia delle sue strade e Brisbane per la sua natura rigogliosa che invade la città. E ho amato anche tanto la Tasmania, una terra così singolare e affascinante, alla fine del mondo a testa in giù, come piace chiamarlo a me.

Quando hai fondato Nuok pensavi che si sarebbe creata la rete che esiste adesso?

Mai avrei pensato di ritrovarmi quasi cinque anni dopo con un magazine di viaggio che copre settanta città e con quasi sessanta ragazzi corrispondenti in giro per il mondo! Nel 2009 era solo un mio blog personale su New York dove raccontavo cosa vedevo e assaggiavo, oggi è un aggregatore di giovani italiani che vogliono raccontare il meglio delle città da insiders

Hai notato in questi anni da viaggiatrice e da nuoker un approccio diverso delle donne al viaggio, ai luoghi e al racconto?

La redazione di Nuok è quasi tutta femminile, da sempre: sono tutte donne coraggiose, autonome, molto indipendenti. I nostri ragazzi sono più che eccellenti, ma ecco, devo ammettere che le ragazze hanno un qualcosa in più. Smodatamente attente ai dettagli dei posti che visitano, ai gusti, alle tendenze, e soprattutto, hanno una straordinaria capacità di trasferire le emozioni vissute ai nostri lettori, frutto di una profonda sensibilità che solo le donne riescono ad avere. Penso che il successo di un progetto come Nuok sia proprio lì, nel tocco femminile che c'è dietro.

Dove vivi adesso? Quali sono i progetti in corso?

In autunno mi trasferirò a Torino: dopo tanti viaggi, sentivo il bisogno di tornare in Italia, un paese che amo tanto e sento criticare all'estero purtroppo solo dagli italiani. Progetti in corso: sto scrivendo una guida su New York per Bur Rizzoli che uscirà tra qualche mese. Sarà la seconda firmata Nuok, dopo Roma Low cost uscita lo scorso ottobre, opera delle nostre tre nuokers romane Marialassandra, Valeria e Francesca.