Rudy Guede, resta la domanda: chi ha ucciso Meredith Kercher?

?Occhialini da vista, capelli rasati, golfino e camicia. E’ un altro Rudy Guede quello che siede di fronte a Franca Leosini nel carcere di Viterbo durante la prima intervista della nuova edizione di Storie Maledette, andata in onda ieri sera in prima serata su Rai 3. L’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher ce l’avevano sempre mostrato con capelli arruffati e barba incolta e in manette, accompagnato dagli agenti della Polizia Penitenziaria. O con il viso contorto in una smorfia in quel frame colto dalla webcam del suo computer. Ce l’avevano raccontato come un ragazzo sbandato, spesso ubriaco, avvezzo ai furtarelli. 

Invece, ieri sera è andato in onda, davanti a un milione e mezzo di spettatori, il ragazzo perbene, laureando, calmo e preciso, il bambino della Costa d’Avorio dalla vita travagliata e costretto a crescere troppo in fretta, "Perché - dice Leosini, con il suo inconfondibile stile narrativo – la cicogna è un animale sbadato". Ieri, sul terzo canale il protagonista era solo lui, dopo otto anni in cui Amanda Knox e Raffaele Sollecito, gli altri due imputati poi assolti in via definitiva, apparivano su tutti i giornali e televisioni. Il volto dell’ex studente barese e i suoi modi di fare, le tesi difensive promosse dall’avvocato Giulia Bongiorno, i tour televisivi dopo l’assoluzione per la promozione del suo libro, sono aspetti che conosciamo abbondantemente. Come anche "le t-shirt e i lacrimoni della Knox", ricorda la giornalista. Invece, la voce di Rudy non l’aveva mai ascoltata nessuno. Per volere del ragazzo ivoriano che ha preferito tacere fino ad oggi, certamente. Ma si può biasimarlo? Nella sentenza che lo ha condannato a 16 anni di carcere c’è scritto nero su bianco che non è lui l’esecutore materiale del delitto, lasciando Meredith, unica vera vittima, senza giustizia. E invece, è stato troppo spesso e fin da subito trattato da assassino dai media e dall’opinione pubblica, prima ancora che si esprimessero i giudici, dimenticando che, nonostante lui continui a ribadire la sua estraneità totale ai fatti, la sentenza lascia a piede libero l’ancora ignoto killer, di cui nemmeno una traccia biologica è stata rinvenuta all’interno della villetta di via della Pergola 7 a Perugia.

?"Nero trovato, colpevole trovato" è in sintesi la versione dei fatti di Guede, che ha dato il titolo alla puntata, per la quale l’avvocato Bongiorno aveva inviato una diffida alla Rai a nome del suo assistito Sollecito un giorno prima della messa in onda. Un provvedimento preventivo a prescindere da cosa avrebbe detto l’ivoriano, che ad ogni modo è l’unico ad essere in carcere e a non poter parlare, mentre il ragazzo barese passa da un salotto televisivo all’altro parlando di Guede come "colpevole e condannato per l’omicidio", (lo sostiene esplicitamente a Lilli Gruber in Otto e Mezzo, come ha ricordato ieri Leosini), tralasciando anche lui, come la sentenza, quel vuoto giudiziario che c’è nella definizione di “concorso in omicidio”.

Che si creda o no alla ricostruzione di Rudy, con la trasmissione dell’intervista la Rai ha assolto bene al compito di servizio pubblico, affidando alla professionalità di Franca Leosini l’onere di un racconto così spigoloso, pieno di potenziali insidie legali e di carattere internazionale. Che si creda o no al coinvolgimento di Rudy nell’omicidio, anche lui è succube a suo modo di un procedimento investigativo approssimativo e di un sistema giudiziario che, sebbene lo ritenga colpevole di aver partecipato ai fatti, non ha dato spiegazioni esaurienti alla famiglia della studentessa inglese. Anche Rudy, in una vicenda così contorta, è, a suo modo, una “vittima”, proprio come oggi vengono definiti Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Resta dunque la domanda: chi ha ucciso Meredith Kercher??