L'esame di Martina: "Prof mi metta 28, sono quella a cui è morto il fidanzato"

"Scusa Marty, scusa" urla Marco Vannini in agonia. Sta morendo, queste sono forse le sue ultime parole. E' il 19 maggio, è da poco passata la mezzanotte e Antonio Ciontoli, padre di Martina, la fidanzata del ragazzo, padrone di casa e presunto omicida, chiama per la seconda volta il 118. L'audio originale della telefonata, trasmesso da Chi l'ha visto?, parla chiaro. Ciontoli, con voce ferma, minimizza l'accaduto: il foro del proiettile che ha lacerato il braccio e trapassato il torace del ventenne di Ladispoli è solo "un buchino dovuto a un incidente con un pettine a punta". I rantoli del ragazzo in sottofondo? "Solo un po' di panico, niente di più" spiega. Invece, Marco grida con voce straziata dall'agonia e dal delirio che vive ormai da un'ora e mezzo.

Le sue ultime parole, quelle scuse implorate, sono per Martina Ciontoli, 19 anni, fidanzata con Marco da tre. Secondo i risultati dello Stub, l'esame che verifica la presenza di polvere da sparo sui coinvolti, al momento dell'incidente (se di incidente si è trattato) le polveri avrebbero raggiunto Antonio, Martina e il fratello Federico. Bisogna ricordare che tutti i presenti nella villetta di via Alcide De Gasperi quella notte sono indagati: la famiglia Ciontoli per omicidio volontario e soltanto Viola, fidanzata di Federico, per omissione di soccorso. Al di là dell'ipotesi che a sparare sia stato proprio Antonio Ciontoli, e della certezza, secondo il magistrato Alessandra D'Amore, che Marco sia morto per dissanguamento a causa del ritardo dei soccorsi, resta certo il coinvolgimento di Martina. Dopo la trasmissione, sempre da parte di Chi l'ha visto?, delle intercettazioni ambientali nella sala d'attesa dei Carabinieri di Cerveteri, nelle ore immediatamente successive alla morte di Marco, è spontaneo chiedersi: chi è davvero Martina Ciontoli? È soltanto la ragazza perbene, la fidanzatina gelosa e innamorata, la studentessa modello - il caso vuole -  proprio di infermieristica?

"Io me la sposo", ripeteva Marco a sua madre, Marina Conte, nonostante i frequenti litigi tra i due ragazzi. Marco amava tanto Martina, al punto di sacrificare il suo mondo, fatto di relazioni solide e profonde, per lei. A raccontarlo è la madre stessa: "Martina era morbosa. Intorno a lui ha fatto terra bruciata, non gli permetteva di frequentare nessuno dei suoi vecchi amici". Circostanza confermata a più voci dalle amiche di Marco, che hanno raccontato che negli ultimi tempi gli incontri con il ragazzo avvenivano quasi clandestinamente. Perfino l'amica Giorgia, all'epoca incinta, che aveva chiesto a Marco di essere il padrino del nascituro, era per questo malvista da Martina, che si opponeva fortemente anche al desiderio del ragazzo di intraprendere una carriera nell'Arma dei Carabinieri. La ragazza, poi, a casa Vannini era trattata come una vera principessa, ripetono i familiari di Marco. Le vacanze di un mese con le rispettive famiglie in Sardegna, i pranzi quasi quotidiani e quel confrontarsi come fosse una figlia acquisita con mamma Marina, che per la felicità del figlio le aveva regalato vestito e gioielli da indossare in occasione del suo diciottesimo compleanno.

Già lo scorso luglio, a pochi giorni dal funerale di Marco, a cui ha partecipato tenendosi in disparte, Martina aveva fatto discutere per quei selfie pubblicati su Facebook in cui si mostrava felice e spensierata con le amiche in un party della movida romana. Foto che avevano subito provocato commenti sprezzanti e che la ragazza era stata costretta a rimuovere. Ma è il contenuto delle conversazioni avvenute prima tra il padre Antonio e i due figli e, in seguito, tra Martina, Federico e Viola, a gelare il sangue. "Era destino che dovesse morire - dice la ragazza - io ho visto quando papà gli ha puntato la pistola". Che sia consapevole di essere intercettata o no, quello che afferma in seguito lascia ancora più perplessi. "Sarebbe rimasto con qualche ritardo psicologico" la consola Viola, ma le preoccupazioni di Martina non sono per il suo Marco, morto da sole tredici ore, ma solo per il suo papà: "Chissà cosa gli faranno, proprio a lui che ha  sempre fatto del bene a tutti". Perdere quel padre, presunto responsabile della ferita, certamente imputabile per il dissanguamento di Marco, è l'unica inquietudine della ragazza. "Quanto la stanno a fa' lunga, stanno a esagerà", si lamenta  spazientita con il fratello, mentre Ciontoli è interrogato dagli inquirenti. Poi, le torna in mente anche un impegno inderogabile: "Dopodomani c'ho pure l'esame all'università, come faccio?". A questo pensava Martina, la fidanzata di Marco, mentre lui se ne andava via per sempre con i suoi vent'anni.

Due giorni dopo, Martina si è presentata all'università e ha sostenuto l'esame.  Il tema del corso è a dir poco spiazzante: Cure intensive e pronto soccorso. Venticinque, il voto del professore. "Su, mi metta ventotto – ha supplicato lei – sa, non ho potuto prepararmi come avrei voluto. Non li legge i giornali? Sono quella a cui è morto il fidanzato".