Ci perdoni, commissario Montalbano ma la sua terrazza è abusiva

?Che fosse troppo bella per essere vera, lo avevamo pensato tutti. Ma che addirittura dietro la magnifica terrazza su cui il Montalbano televisivo sorseggia il vino, guarda il mare, pensa, scioglie i dubbi e qualche volta una zolletta di zucchero nel caffè; che dietro quello scorcio di bellezza e luce e tempesta e tormento ci fosse un abuso edilizio, non lo poteva immaginare nemmeno l'inesauribile fantasia di Camilleri.

 

E invece pare proprio che sia così.

Non la casa ma il terrazzino sulla spiaggia di Punta Secca, a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, dove hanno girato la serie del commissario più amato dagli italiani, sarebbe un abuso edilizio.

Lo disse, dieci anni fa, il Codacons che, come molti di noi, si chiese se davvero si potesse abitare così tanto dentro il mare, dentro la bellezza, senza abusare del paesaggio.

Sono tornati a chiederselo, in questi giorni, le Iene che hanno tirato fuori un’ordinanza di demolizione del 1991. Sono passati venticinque anni, e decine di episodi della serie. Secondo il proprietario della casa, Pietro di Quattro, quella terrazza risale addirittura al 1904. La fece il nonno e all'epoca funzionava così: sulla tua proprietà ci fai quello che ti pare, quello che sei capace di farci.

Di anni, quindi, ne sono passati 112. Quella terrazza è diventata una cosa sola col paesaggio. Non è un abuso ma un suo prolungamento. E' diventata ricchezza e vita. Assalita dai turisti, che seguono addirittura l'itinerario di Montalbano, che fanno a gara a starci dentro. Chi sarebbe mai andato a Punta Secca di Santa Croce Camerina se non ci fosse stata quella terrazza? Ha ragione, quindi, il presidente della Regione, Crocetta. Il caso è senza senso. E' oltre la legge, è narrazione.

Quella terrazza ha un suo specifico monumentale: certo, più di suggestione che di rigore stilistico.

Non è bella in quanto tale ma dentro il suo racconto. I luoghi, in fondo, sono anche questo: la loro rappresentazione.

Oggi non staremmo parlando di una spiaggia di Santa Croce Camerina se non ci fosse transitato il fantasma letterario di un commissario immaginario. Chissà dove si nascondono per davvero, invece, i tagli più acuminati, le ferite più profonde al territorio di un Paese che sembra davvero guardare sempre il dito ogni volta che qualcuno indica la luna.

Secondo l'ultimo rapporto del Cresme (Centro ricerche su edilizia e territorio) sarebbero ben 362mila le case abusive realizzate in Italia dal 1994 a oggi. Oltre il 70% di queste, venute su in zone non urbanizzate, senza servizi, con costi ambientali enormi.

Siamo il Paese più "abusivo" e più condonato d'Europa: ben tre sanatorie, dal 1985 al 2003.

Una marea di cemento selvaggio, senza regole, senza pianificazione, senza servizi, senza criterio ha sommerso l'Italia, nell'ignavia generalizzata, senza che nessuno si facesse uno scrupolo, senza che nessuno aprisse un occhio, anzi movimentando affari per 18 miliardi di euro. E oggi pensiamo alla bella terrazza di Montalbano: due pilastrini e un'apertura sul mare, una libertà edilizia che un anziano signore si è assunto 112 anni fa, e una serie televisiva che ha regalato all'Italia come sogno proibito, come desiderio di tutti, come luogo troppo bello per essere vero, uno sguardo sul mare, un dubbio, un po' di luce, un po' di tempesta.

Ci perdoni, Montalbano. Le stiamo solo facendo perdere tempo.