Che povertà che medioevo, il calcio è diventato lo sfogatoio d'Italia

?Ora che la polvere si è posata, che i cori da stadio si sono spenti, che la rabbia si è sopita, che i riflettori sono a riposo, che le tute sono in lavatrice, ce lo possiamo dire. Che tristezza, questa polemica tutta italiana tra i due allenatori di Napoli e Inter, Sarri e Mancini. Che povertà. Che medioevo.

Il primo che sta perdendo la partita e urla al secondo "frocio, finocchio". Perchè?, bisognerebbe chiedere al mister del Napoli. Perchè frocio e finocchio a Mancini? A occhio e croce Mancini può aver avuto più donne di duecento Sarri.  E' più giovane, più bello, più ricco, più famoso. Ma allora, perchè? Forse perchè va in campo in giacca, cravatta, sciarpetta e scarpa lucida? Siamo ancora all'idea che chi veste bene e si profuma è effemminato, quindi chissà perchè gay, mentre il maschio vero, quindi chissà perchè etero, veste in tuta, puzza e rutta?

Che povertà. Che medioevo.

E Mancini, dal canto suo, perchè invece di accettare le scuse di Sarri - che subito dopo la partita, negli spogliatoi, a capo chino ha fatto ammenda - va in tv con la faccia contrita a dire che l'allenatore del Napoli deve essere radiato dal calcio. Quelle cose lì non si dicono, ha tuonato. Perchè, le altre sì? Quando i tifosi dell'Inter o di altre squadre del nord urlano napoletani colerosi o Vesuvio, lavali col fuoco o Napoli fogna d'Italia, va bene? O quando qualche calciatore dice "sporco negro", si può fare? Attenzione, cito tutte circostanze che hanno visto Mancini, pubblicamente, sminuire, smussare, non rilevare, tacere.

Che povertà. Che medioevo.

Lo ha detto bene lo scrittore Marco Ciriello, sul Mattino di Napoli: da questa vicenda perdono tutt'e due gli allenatori. Sarri perchè svela la maschera: non era un umile saggio arrivato alla vittoria - come avevamo creduto - ma un incolto che ancora pensa che "certe cose si risolvono in campo" come se allenasse sui terreni desolati della Promozione, dove se sputi in panchina non ti vede nessuno. E Mancini perchè non è l'anima bella che piange in tv ma uno che sfrutta l'attimo e cavalca l'onda a fini opportunistici.

Che povertà. Che medioevo, questo calcio che da nobilissima arte geometrica della tecnica e del talento, del campanile e della festa, della domenica e della squadra, si è ridotto a sfogatoio d'Italia; questi stadi dove si urlano le cose peggiori, dove si abusa di retorica e frasi d'ordine, dove il divismo si accoppia con il degrado umano, dove si promettono punizioni e botte, dove ci si gemella e ci si sceglie nell'odio, innescando una micidiale bomba di denaro e ignoranza che non esplode solo perchè non ha neppure la forza di crollare.

Che povertà, che medioevo.