Città della Scienza, cavalieri del lavoro e Ecsite: quando l'Italia è ladrona

Un sequestro preventivo per equivalente, del valore di 5,5 milioni di euro, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, su disposizione del gip di Napoli, nei confronti degli amministratori «di diritto e di fatto» della «Idis srl»: si tratta di Paolo Tropea, Maria Laura Concetta Montana e Marilù Faraone Mennella, moglie dell'ex presidente di Confindustria Antonio D'Amato, attualmente presidente nazionale dei Cavalieri del Lavoro. L'inchiesta è relativa a una presunta evasione realizzata con false fatture. Secondo gli investigatori il reato commesso è di "dichiarazione infedele" e "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti". Le indagini, condotte dalla sezione criminalità economica della Procura di Napoli, sono state avviate sulla base dell’accertamento compiuto dall'Agenzia delle Entrate sulla Idis srl, il cui capitale appartiene al 100 per cento alla società "Quark & Stark", con sede in Lussemburgo.

Ma le indagini potrebbero accertare anche molto altro. Ad esempio, a Napoli da tempo si parla della "ristrutturazione" dello Stadio San Paolo, casa proprio del Napoli Calcio, e della Città della Scienza, bruciata e al centro di una grande operazione di facciata di solidarietà.

In particolare proprio del rogo doloso di Città della Scienza, che "ha tanto scosso Napoli", e che ancora non ha visto l'identificazione dei responsabili ma è rimasta saldamente nelle mani della "oscura borghesia napoletana": non va dimenticato infatti che - ieri come oggi - il sindaco De Magistris è stato eletto grazie all’appoggio di personaggi del calibro proprio di Marilù Faraone Mennella (costruttrice, a capo della cordata Naplest) e Antonio D’Amato (ex presidente Confindustria), di Alfredo Romeo (Gruppo Romeo, alberghi e servizi integrati ai Patrimoni Immobiliari), di Paolo Graziano (presidente Confindustria Napoli, indagato nello scandalo Finmeccanica).

Ai primi due si dice che il primo cittadino abbia promesso mano libera su Napoli est (dove infatti dopo l’affair PalaPonticelli pende in primis la minaccia del nuovo stadio, una speculazione da oltre 750 milioni di euro, almeno 6 volte il costo reale di altri nuovissimi stadi europei); il secondo, oltre alla già ricevuta gestione delle dismissioni del patrimonio comunale, desiderava l’affido del progetto Insula, una riqualificazione urbana dell’area dell’antica Dogana aragonese, vicina al suo albergo “Romeo”. Ed infine, al numero 1 degli industriali napoletani, proprio al marito di Marilù Faraone Mennella, il “sindaco con la bandana” avrebbe promesso un’accelerazione mirata della riqualificazione di Bagnoli, che doveva avere come apripista l’America’s Cup, strumento "di facciata" e di immagine (con indagini che coinvolgono il fratello del sindaco) per modifiche dei piani già esistenti. Insomma, ecco le mani sulla città: dallo sport (calcio e non solo) alla scienza (...contabile dal Lussemburgo?)

Va in ogni caso chiarito che la Storia di Napoli non comincia oggi: si tratta di una storia vecchia, già vista e ritrita. Basti ripensare ai giorni in cui il ministro della Giustizia, Paola Severino, aveva espresso apprezzamento (http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/la-ministra-e-lindagato-mentre-napoli-crolla-e-brucia-paola-severino-a-napoli-sfila-52016.htm) per il lavoro di un gruppo di imprenditori napoletani che "avevano investito" nelle ex aree industriali nella zona orientale di Napoli. Il ministro aveva visitato in particolare la vasta area dell'ex manifattura Tabacchi che nel progetto sarebbe dovuta diventare un "rione" vivibile con 600 alloggi, 80 negozi, un mercato, una scuola, un parco e un parcheggio. All'epoca "la visita del ministro Severino" - commentò Maria Luisa Faraone Mennella, nella veste di presidente Comitato Naplest - rappresenta un momento importante per la storia del Comitato Naplest. Siamo impegnati su questo territorio in prima persona, come presidio di legalità”. "Come presidio di legalità" evadendo con false fatture per oltre 5 milioni di euro?  "La nostra presenza preserva con qualita' e competenza il territorio e da' speranza a chi, come noi, vuole contribuire a sottrarre manodopera alla criminalità organizzata", aggiunse all'epoca la stessa indagata oggi.  Conclusione: si sottrae manodopera alla criminalità organizzata, evadendo il fisco.

Ancora una volta Napoli si riempie di fango ed è proprio grazie a quella che "sembrava" essere l'unica eccezione che si diceva essere Città della Scienza. Sembrava, appunto: costruita dalle istituzioni pubbliche abusivamente, senza neanche bonificare il terreno industriale su cui è sorta, nel 2010 aveva un risultato di gestione negativo di circa 1,8 milioni di euro, anche (pare) vantando crediti per vari milioni di euro da parte del Miur e di altre istituzioni, e non era neanche riuscita a pagare i dipendenti. Ovviamente era la Fondazione Idis della Marilù Faraone Mennella a gestire l'ennesimo carrozzone "made in Bassolino" costruito con nomine politiche, e nel quale ovviamente è ritornato a lavorare anche Vincenzo Lipardi, con una storia di “false dichiarazioni” e benefici conseguenti grazie al trascorrere degli anni e a “gradi acquisiti sul campo”, simile a quella di Faraone Mennella. Lipardi, ex dirigente del Comune di Napoli (già sotto inchiesta per aver assunto per oltre 30 mila euro, nella web tv del Comune di Napoli, un pensionato giornalista Rai, nonostante altri giornalisti maggiormente qualificati avessero già preso parte ad una selezione pubblica alla quale il pensionato non poteva partecipare perché non laureato) ed, ex capo del dipartimento comunicazione del Comune di Napoli nell’era Iervolino, è stato indagato per aver svolto un incarico di dirigente a Città della Scienza senza essere in possesso del titolo di laurea. Secondo quanto risulta negli atti giudiziari, infatti, soltanto 12 anni dopo l'autocertificazione lo stesso avrebbe conseguito la laurea: intanto ha lavorato con i "gradi" di dirigente dentro e fuori la Città della Scienza. Quindi anche lui ha reso "dichiarazione infedele" e "dichiarazione fraudolenta mediante uso di documenti inesistenti".

La Città della Scienza andata in fumo, riceverà i soldi delle varie polizze assicurative che la proteggevano da eventuali incendi oltre ad altri finanziamenti frutto “di solidarietà”, senza mai "sapere" chi sia il "vero" responsabile del rogo, proprio in un contesto del quale si accetta come "normale" che un dirigente menta dichiarandosi laureato in filosofia anche quando non lo era ( e non lo era proprio da quanto ha messo piede in Città della Scienza) e che ha continuato per oltre 10 anni a trarre profitto e beneficio dalla falsa dichiarazione: il tutto attraverso una Fondazione a quanto pare amministrata "da una cricca di evasori fiscali", ma che continua a essere presentata come "fiore all'occhiello". Peccato che lo sia di una “Italia ladrona di titoli e soldi”. Basti pensare che lo scorso giugno Vincenzo Lipardi, consigliere delegato di Città della Scienza, è stato eletto nel board di Ecsite, la rete europea dei musei scientifici. Un importante riconoscimento internazionale per Città della Scienza: Ecsite riunisce circa 450 istituzioni scientifiche europee tra cui Villette di Parigi, Deutsches Museum di Monaco, Cern di Ginevra.

Nel corso della conferenza annuale che si è svolta a Göteborg in Svezia, Vincenzo Lipardi è stato eletto nei quadri dirigenti dell'ente: la motivazione risiede "nelle tante attività realizzate da Città della Scienza nel panorama internazionale", e "dall’autorevolezza conquistata da Città della Scienza". Lipardi, che di Ecsite è stato anche presidente dal 2007 al 2009, "ha ricevuto le congratulazioni dei colleghi partecipanti alla conferenza anche per l’immediata risposta all’incendio che ha colpito il Science Centre del museo il 4 marzo scorso, e che ha suscitato a livello europeo una grande ondata di solidarietà".

In questa Italia ladrona di titoli e soldi, anche la Marilù Faraone Mennella, moglie dell'ex presidente di Confindustria Antonio D'Amato, attualmente presidente nazionale dei Cavalieri del Lavoro, riceverà un riconoscimento internazionale per aver evaso il fisco?