La spiaggia vietata agli anziani, ecco lo stabilimento balneare con la nuova apartheid

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Nell’idea di comunità c’è tutta la bellezza dello scambio tra generazioni: in piazza si sta – o meglio, si stava – tutti insieme, forse i ragazzi da una parte e i bambini da un’altra, gli adulti verso il bar, gli anziani verso i giardini, ma poi inevitabilmente i discorsi si intrecciavano, al ragazzo capitava di ascoltare il racconto di un vecchio e viceversa, e magari si litigava pure, certo che si litigava: gli anni Sessanta e Settanta sono stati anni di scontri generazionali, di accese diatribe tra il prima e il poi, di accuse e difese e contraccuse, e ognuno voleva motivare i suoi pensieri e le sue scelte, e tutto comunque rimaneva impastato nel principio vago eppure preciso di comunità. Ricordo questo passato recente leggendo una notizia che proviene dalla costa adriatica, precisamente da Pescara: i nuovi gestori di uno stabilimento balneare hanno deciso di escludere le persone che hanno più di cinquantacinque anni.

Da loro non ci potrà più essere spazio per chi si avvicina alla terza età o ci sta già dentro. Lo stabilimento dovrà essere cool, trendy, smarty, popolato solo da giovanotti in buona forma, da belle figliole, da gente senza acciacchi e senza malinconie senili. Ci saranno la zona lounge, il ristorantino fico, i campi di beach volley, tutto ciò che serve ai giovani adulti con qualche soldo da spendere per passare allegre giornate al mare. Insomma: è l’apartheid generazionale.

Questo non è un paese per vecchi, anche se i vecchi sono la maggioranza. Non è nemmeno un paese per bambini e adolescenti, loro fanno troppa confusione, disturbano e non pagano. Lo stabilimento pescarese è la rappresentazione esatta di come funziona il nostro mondo, indifferente o ostile a chi porta solo problemi, tramonti, rughe oppure disordine, chiasso, desideri incontrollati. All’Alcyone di Pescara, nome dannunziano, vitalista e epicureo, si potranno incontrare solo i giovani professionisti della città, le loro abbronzantissime fidanzate o amanti, trentenni e quarantenni rampanti e felici di stare nella loro tribù. E’ una notizia che mette addosso inquietudine e anche un profondo senso di ribrezzo.

Chi ha organizzato in questo modo l’Alcyone non prova alcuna vergogna, si giustifica velocemente parlando di logiche aziendali, di target, di schifezze disumane. Non sospetta minimamente di compiere un gesto che è più di un semplice sopruso, che è una vera e propria violenza contro i più deboli. I deboli danno fastidio, inquinano il paesaggio scintillante della spiaggia, trascinano i loro anni e le loro preoccupazioni: e allora che se ne stiano a casa, all’Alcyone danno solo fastidio. L’Alcyone è il nuovo Sud Africa, alza feroci barriere generazionali per tenere a bada gli indesiderati. Mi auguro che la legge impedisca questa scelta brutale, che un giudice apra i cancelli a tutti. Se così non fosse, sarebbe un vero scandalo. E mi auguro anche che nessun quarantenne pescarese, nemmeno il più tatuato e palestrato, il più cinico ed egoista, si presenti alla biglietteria dell’Alcyone. Nessuno può davvero sentirsi a proprio agio in un posto del genere, un vero insulto alla vita.   

Alla fine, il proprietario ha corretto il tiro: "Mi dispiace che le mie parole siano state mal interpretate da chi ha letto l’articolo, e in particolare il titolo che ha sintetizzato in maniera troppo drastica il mio progetto che certo non intende in nessun modo escludere le persone più avanti con gli anni e tantomeno i clienti storici dello stabilimento. Sono riuscito a confermare parte della vecchia clientela, anche e soprattutto gli over 55 e non sarebbe potuto essere altrimenti visto che il primo criterio per concedere le attrezzature è stato legato proprio ai precedenti clienti. A malincuore ho dovuto seguire anche un criterio temporale compatibile con la forte richiesta e le esigenze aziendali. E così che, oltre alla vecchia clientela ne ho accolto una nuova, variegata in età e classi sociali, composta da famiglie con bambini, giovani, meno giovani e ancora meno giovani, ma non ho potuto accontentare tutti", promette il titolare dalle colonne del quotidiano locale il Centro, che per primo ha raccontato la vicenda. "Sarà un contenitore di idee, qualità, di divertimento, di tradizione e di innovazione aperto a tutti, giovani e non giovani e spero possa piacere e coinvolgere anche i detrattori o chi purtroppo non ho potuto accontentare, perché la mia volontà è di diffondere un concetto di balneazione, ristorazione e intrattenimento per tutte le persone".?