Palazzo crollato, la scommessa di costruire una nuova Roma può portare alla tragedia

?Ho ben presente quel palazzo accanto al teatro Olimpico, all’angolo tra piazza Gentile da Fabriano e il Lungotevere: non sembrava affatto fatiscente o, peggio ancora, pericolante. Anzi, dava l’impressione di essere un bel palazzo solido, prodotto da quel razionalismo elegante degli anni Trenta. Eppure i piani alti stanotte si sono letteralmente sbriciolati come una meringa, come un castelluccio di sabbia asciutta, e non ci sono state vittime solo grazie ai sospetti di una signora che ha sentito nel cuore della notte sinistri scricchiolii.

Il fatto è che ai piani inferiori era in corso la ristrutturazione di un appartamento, un rischio che conosciamo bene tutti quanti, qui a Roma. D’improvviso arrivano muratori e operai, un architetto con le penne nel taschino della giacca di tweed, e si comincia a smantellare tutto quanto. Case che avevano, come era abituale un tempo, molte stanze e stanzette, corridoi, ripostigli e anditi vengono ridisegnate secondo un’estetica newyorchese: si demoliscono i muri per realizzare il sogno americano, il loft spaziosissimo che fa così fico. Quattro stanze diventano un unico salone gigantesco, i muratori ci danno dentro di piccone e poi portano i calcinacci al pianterreno, un’infinità di sacchi da smaltire in fretta.

Magari qualche condomino si allarma, pone timide domande sulla sicurezza di quei lavori, e la risposta dell’architetto dalle mille penne colorate è sempre la stessa: “Non si preoccupi, stiamo abbattendo soltanto dei tramezzi, i muri portanti non li tocchiamo. ”Ma un mio amico ingegnere mi ha spiegato che tutto collabora a tenere in piedi un edificio, che – paradossalmente ma non troppo – persino la vecchia e ingiallita carta da parati contribuisce dopo tanti anni alla stabilità dell’insieme. Invece i muratori, seguendo le indicazioni del sofisticatissimo capo, sbracano ogni parete, sfondano, allargano affinché il loft tanto ambito recuperi tutti metri quadrati possibili.

Sentiamo il fracasso delle demolizioni, vediamo le macerie portate vie e preghiamo che tutto vada bene. Controlli puntuali non ce ne sono, e sia quel che sia. Di solito alla fine la violenta trasformazione non produce danni generali, ma stavolta evidentemente non è stato così. Stavolta qualcosa ha ceduto di schianto, e il palazzo intero si è sgretolato. La casa nuova doveva essere bellissima, e la casa non c’è più. Che sia un monito per il futuro: Roma, come tante città italiane, è piena di vecchie case che qualcuno vuole ristrutturare, facciamo in modo che le regole vengano rispettate, che le procedure siano corrette, altrimenti ogni volta sarà una scommessa che in un attimo può trasformarsi in una tragedia.