La libertà non ci è stata regalata, e noi dobbiamo essere all'altezza dei padri

I tragici avvenimenti di quest’ultima settimana, la violenza assassina contro i giovani francesi che passavano la loro serata in un bar, in un ristorante, in una sala concerti, hanno rivelato anche ai nostri ragazzi qualcosa che forse avevano dimenticato, o che addirittura non avevano mai preso in considerazione, e cioè che la libertà è un valore che va difeso a oltranza, non solo perché è la premessa di ogni espressione vitale, ma anche perché così come è stata conquistata può essere tolta. La libertà non è un bene piovuto dal cielo, una condizione inevitabile che permette a ognuno di essere ciò che è, di spostarsi, studiare, affermarsi, conoscere, ma è il risultato di secoli di lotte e di sacrifici. Tutto questo non va mai più dimenticato.

Siamo individui e comunità libere perché i nostri padri, i nonni, i bisnonni hanno lottato affinché tutti possano leggere, ascoltare, parlare, informarsi, votare come meglio credono. Il cammino per arrivare fino a qui è stato lungo e doloroso. Hanno combattuto uomini e donne che la libertà ancora non la possedevano, e la desideravano a ogni costo. Quest’impegno va ricordato ai nostri studenti, che troppo spesso vivono nell’oblio assoluto, credendo che la vita sia sempre stata così, libera e piena di speranze. Il nostro tempo non sa cosa sia la riconoscenza, considera il passato un accumulo noioso di avvenimenti che è meglio scaricare dalla mente. Il passato è polvere da spazzare via perché rischia di pesare sul presente. E invece le orrende smitragliate oggi fanno capire a tutti quanti che nulla è regalato, che giovani giacobini, garibaldini, partigiani, sessantottini hanno impegnato tutta la loro esistenza perché qualcuno dopo di loro potesse vivere meglio, senza paura, senza repressioni brutali.

La Storia non è come la pioggia o il vento, come l’estate o l’inverno, non si è distesa per necessità naturale: è il risultato di mille atti coraggiosi, di mille sacrifici, di tante morti. Noi che viviamo navigando su internet, festeggiando il venerdì sera, sfogliando giornali, contrapponendo idee e opinioni possiamo farlo solo perché qualcuno ha dato la sua vita per la nostra piccola o grande felicità. E questa possibilità può anche svanire, potremmo persino ritrovarci nella barbarie, nel medioevo, nell’angoscia. Siamo figli di un passato eroico e generoso, non viviamo come orfani smemorati. Ora che tutta la nostra bella libertà è sotto tiro, dobbiamo interiorizzare la lezione dei padri recenti e antichi, essere alla loro altezza. Dobbiamo conoscere e ringraziare la loro forza di volontà, farla nostra, rinnovarla per i nostri figli. Se siamo liberi è perché tanta gente si è spesa per noi, e se i nostri figli saranno liberi sarà solo perché anche noi faremo la nostra parte, ricordando il passato e amando il futuro.