Camera dei deputati, il depistaggio diventa reato

Arrivate finalmente. Sono le nuove norme per mettere fine a un male antico italiano. Quello dei depistaggi che negli ultimi decenni hanno impedito di raggiungere la verità in vicende processuali che hanno fatto la storia del paese. Anzi, la sua mala storia. Dalla vicenda relativa al sequestro e all’assassinio di Aldo Moro, alla strage di Bologna, a quella di Piazza Fontana. Pagine nere che aspettano ancora di essere chiarite. Ma adesso una svolta. O almeno così viene annunciata. Grazie alle norme appena sfornate dal Parlamento e con le quali fare processi, arrivare ai colpevoli e impedire intralci alla giustizia sarà molto più facile.

NUOVO REATO. Tutto questo grazie alla proposta di legge di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione vittime della strage di Bologna, approvata ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati con 325 voti favorevoli, 1 contrario e 14 astenuti, che introduce nel codice penale il reato di frode processuale e depistaggio. Il nuovo articolo 375 del codice penale stabilisce infatti che il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, allo scopo di impedire, ostacolare o sviare un'indagine o un processo penale, altera il corpo del reato o la scena del crimine, mente o è reticente è punito con la reclusione da 3 a 8 anni nonché con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici qualora la pena comminata superi la soglia dei 36 mesi. Ciò sempre che il fatto non costituisca più grave reato.

PENE AUMENTATE. Va peggio per chi commette il reato sopprimendo, occultando, alterando elementi di prova o compiendo ogni altra azione idonea a sviarne l’accertamento ovvero per chi depisti nei processi per alcuni gravi reati quali stragi, terrorismo, mafia, sequestro a scopo estorsivo, tratta di persone, traffico di armi. In questi casi, infatti, è previsto un aumento di pena (da un terzo alla metà nel primo caso, e la reclusone da 6 a 12 anni nel secondo) al quale segue il raddoppio dei termini prescrizionali.

PREMI A CHI AIUTA. Non mancano incentivi per i depistatori pentiti che ritrattino o si adoperino per ripristinare lo stato originario dei luoghi, delle cose, delle persone o delle prove, nonché per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori o per aiutare l'autorità di polizia o giudiziaria nell'individuazione degli autori e nella ricostruzione del fatto oggetto di inquinamento processuale e depistaggio. In base agli articoli 376 e 375 del codice penale infatti la ritrattazione, se interviene entro la chiusura del dibattimento, esclude la punibilità del colpevole mentre la condotta collaborativa viene premiata con uno sconto di pena che va dalla metà a due terzi.

FRODE PROCESSUALE. Cattive notizie anche per chi si appresta a commettere il reato di frode processuale (articolo 374 c.p.). Per chi si rende responsabile di tale reato nell’ambito di un procedimento civile o amministrativo si applicherà una pena superiore al passato, cioè da 1 a 5 anni. Peggio va per chi commette il reato nel processo penale (nuovo articolo 375). Infatti, al pari dei condannati per depistaggio, i responsabili di frode in processo penale subiranno l’aumento dei termini prescrizionali nonché l’interdizione perpetua dai pubblici uffici in caso di condanna alla reclusione superiore a 3 anni. Se ritrattano entro la chiusura del dibattimento, però, per loro verrà esclusa la punibilità.

INTRALCI PERICOLOSI. Inasprimenti di pena sono previsti (articolo 383 bis) qualora dai principali delitti contro l’amministrazione della giustizia, compreso il depistaggio e la frode processuale, derivi una condanna alla reclusione a danno di un terzo. Se infatti dal reato di false informazioni al pm (articolo 371-bis), false dichiarazioni al difensore (articolo 371-ter), falsa testimonianza (articolo 372), falsa perizia o interpretazione (articolo 373), frode processuale (articolo 374) e frode in processo penale e depistaggio (nuovo articolo 375) deriva in danno a un terzo una condanna fino a 5 anni, superiore a 5 anni o all’ergastolo, la pena è aumentata, rispettivamente, da 4 a 10 anni; da 6 a 14 anni; da 8 a 20 anni. 

Al di fuori del depistaggio e grazie all’inserimento del nuovo articolo 384 ter è previsto comunque un aumento di pena (dalla metà a due terzi) se, sempre al fine di ostacolare o sviare indagini e processi per stragi, terrorismo, mafia e altri gravi delitti ci si renda responsabili dei reati di falsa testimonianza, frode processuale e favoreggiamento personale.  Analogamente a quanto previsto per il reato di depistaggio, anche in questi casi la pena è diminuita dalla metà a due terzi nei confronti di colui che pone in essere una condotta collaborativa.