Soldato, c'è posta per te. Sembra che nell'ambito della Difesa il rigore sia a senso unico: verso il basso

Soldato. C'è posta per te. Lo scorso 8 novembre il Ministro della difesa, ammiraglio Di Paola, ha scritto una lettera al personale militare e civile della Difesa con cui ha cercato di dare un senso alla “sua” azione politica alla luce della Spending Review e della revisione dello strumento militare. Nella missiva l'ammiraglio ministro ha scritto della sua disponibilità "all'ascolto di tutti e su tutto" e di accettare "il dissenso, perché è un segno di rispetto per l'altro" . Poi si legge che "Non possiamo ignorare che la crisi economica e le restrizioni della finanza pubblica impongono a tutti, a tutti gli italiani, in divisa e non, sacrifici anche notevoli e un grande senso di responsabilità " e poi prosegue " pretendere che tutto resti come e' stato fino ad oggi non e' giusto e non e' possibile".

Incredibile. Alla luce del sistematico "parere contrario" che il Governo, per voce dello stesso Ministro (ergo ammiraglio), ha voluto opporre agli emendamenti volti a ridurre gli sprechi e ad eliminare i privilegi e le prebende degli alti vertici delle Forze armate, presentati dai parlamentari radicali nell'ambito di tutti i provvedimenti legislativi di interesse della Difesa, poi regolarmente bocciati dalla partitocrazia, a partire dalla Spending Review fino alla revisione dello strumento militare nazionale e alla legge di stabilita' 2013, la lettera indirizzata al personale appare come un pugno nello stomaco, completamente fuori luogo. Un atto che contrasta violentemente con la realtà dei fatti e con i privilegi della "casta" di cui leggiamo ogni giorno nuovi e sempre più illuminanti esempi.

Come se non bastasse è di oggi la notizia che i delegati del Cocer Esercito e dell'Aeronautica, possono tranquillamente riprendere a usufruire del trattamento di missione forfettaria di 110 euro al giorno nonostante la legge finanziaria del 2012 ne preveda l'aggregazione per vitto e alloggio nelle strutture dell' amministrazione al pari di tutti gli altri dipendenti militari. La disposizione dello Stato Maggiore della Difesa e' dello scorso 7 novembre (M_D SSMD 089929) e giustifica la decisione di gravare i contribuenti di nuovi e maggiori oneri con la carenza di strutture alloggiative per l'intero Cocer. In realtà gli alloggi sono già esistenti e ampiamente disponibili presso la cittadella militare Cecchignola e presso l'aeroporto di Centocelle in numero anche maggiore alle effettive necessità dei delegati del Cocer che, di fatto, fino a ieri le hanno utilizzate.

In questi giorni le denunce sui vizi e gli sfarzi della casta dei generali non sono mancati sulle pagine di importanti quotidiani ma sembra che il Ministro Di Paola o non li abbia letti, o li abbia ignorati e allora mi domando per quale motivo adesso non scrive al personale una lettera per chiarire come mai non sono stati ancora eliminati quei privilegi dei generali come l'ausiliaria, gli incentivi antiesodo per piloti e controllori di volo, le promozioni dell'ultimo giorno, i trattamenti economici superiori e per quale motivo continua a garantire ai soli delegati del Cocer la missione ordinaria o forfettaria mentre gli altri militari sono aggregati spesso in situazioni precarie e alloggi spesso fatiscenti.

Sembra proprio che nell'ambito della Difesa il rigore sia a senso unico: verso il basso. Un chiarimento a parte andrebbe fatto poi sugli alloggi di rappresentanza (ASIR), i lussuosi appartamenti che vengono assegnati agli alti generali che - come riportano le notizie di stampa - pagano canoni di affitto irrisori e solo per la parte che effettivamente utilizzano per uso privato (solo bagno e camera da letto ??). Credo che chiunque sarebbe curioso di sapere quanti siano stati fino ad oggi gli eventi di “rappresentanza” organizzati dai generali assegnatari degli alloggi ASIR e per quale ragione non li abbiano fatti nei loro uffici (sempre lussuosi).

I “tagli dei privilegi” che noi chiediamo da tempo avrebbero consentito risparmi per oltre 470 milioni di euro all'anno e considerando anche quelli volti all'unificazione delle Forze di polizia e all'ulteriore riduzione degli F-35, il risparmio complessivo sarebbe stato di circa 5,5 miliardi di euro per ciascuno degli anni del triennio 2013 - 2015. Non voglio qui, oggi, fare l'elenco di tutte le segnalazioni che ormai mi giungono quotidianamente sugli sprechi e gli assurdi privilegi che i generali garantiscono a se stessi e ai loro amici o servitori mentre poi ai soldati, agli avieri, ai marinai, ai carabinieri e ai finanzieri il Ministro chiede altri sacrifici, ancora sacrifici economici. Ma il fatto che gli emendamenti sui "tagli agli sprechi e ai privilegi" siano stati tutti respinti, già con parere contrario di Governo Commissioni e relatori, mi spinge a rendere pubblica ogni segnalazione che dovesse giungermi. E ciò nella certezza di interpretare il pensiero di tutti quei "militari" che realmente lavorano per servire il paese e per esso sono pronti a fare quei sacrifici che il loro status gli impone, perché i “militari”, certamente non hanno e non vogliono avere nulla in comune con quelli che pur indossando la medesima uniforme pretendono di comandare facendosi servire tartine e champagne.

Sarebbe certamente un errore se dovesse prevalere nel personale militare la convinzione che il Ministro ammiraglio preferisce chiedere sacrifici alla truppa piuttosto che guardarsi intorno per non correre il rischio di dover poi, concretamente, adottare gli inevitabili provvedimenti che finirebbero con l'urtare la "sensibilità" dei generali e delle industrie belliche e quindi della partitocrazia. Sono convinto che il Ministro di Paola debba dare delle risposte a questi militari. Dovrà scegliere se servire il paese o servire gli interessi della casta dei generali, dei loro amici e dei fabbricanti di armi, di quelli che fanno finta di rappresentarne gli interessi dei militari e del paese perseguendo fini personali ed economici.

Suvvia Ministro, faccia una scelta, ma la faccia nell'interesse del paese.