Spending review e riforma pensioni ok, ma prima si faccia la riforma dell’esercito e l’unione delle forze di polizia

Tra spending review e riforma del sistema pensionistico nei prossimi giorni 500.000 cittadini in divisa vedranno realizzarsi dei cambiamenti che li hanno allarmati ancor prima di andare in porto, tantoché le organizzazioni sindacali delle Forze di polizia e dei vigili del fuoco sono tornate farsi sentire e a chiedere un confronto con gli esponenti del governo Monti: il Ministro dell’Interno Cancellieri e del Lavoro Elsa Fornero. Noi del Pdm, fin dai primi giorni della nostra attività politica abbiamo ritenuto indispensabile - ancor prima di ogni altra questione – che si dovesse procedere alla completa revisione dello strumento militare e all’unificazione delle forze di polizia secondo modelli economicamente sostenibili. Già lo scorso 15 novembre 2011 sebbene non le avesse richieste ci permettemmo di segnalare all'allora Presidente incaricato, Senatore Monti, le nostre proposte che da sempre riteniamo essere necessarie per portare le Forze armate e le Forze di polizia verso l’Europa, attraverso una attenta razionalizzazione delle risorse umane ed economiche che consentirebbero di ottenere non trascurabili risparmi valutabili in 7,69 miliardi di euro/anno.

Quelle proposte - soltanto 5 - erano e sono ancora le stesse: 1) unificazione delle Forze di polizia – smilitarizzazione dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza per ridurre la duplicazione delle spese che necessariamente si hanno quando sul territorio operano contemporaneamente le Forze di polizia a ordinamento civile e quelle a ordinamento militare; 2) istituzione del Corpo della polizia tributaria, come nuova e professionale polizia finanziaria attuare una più efficace e qualificata lotta all'evasione fiscale; 3) sospensione dei programmi di acquisizione JSF e rimodulazione della spesa destinata all’acquisizione di nuovi armamenti in rapporto alla sostenibilità dell’attuale modello Difesa; 4) estensione dei diritti sindacali al personale delle Forze armate al fine di una completa integrazione nell’ambito dell’Unione Europea che oggi vede l’Italia ultima sul fronte dei diritti e delle tutele dei cittadini militari; 5) promozione in sede europea di una iniziativa per la creazione di un Esercito comune europeo con funzioni e organizzazione subordinate ai principi dell’Unione, secondo una logica di maggiore razionalizzazione delle risorse singole e collettive.

Nei primi mesi di quest’anno il Governo ha annunciato di aver deciso di ridurre l’acquisto dei caccia F35 (JSF) passando dai 131 inizialmente previsti agli attuali 90 e ciò anche e soprattutto a seguito dell’accoglimento di un nostro ordine del giorno con cui realisticamente chiedevamo la sospensione del programma di armamento per il triennio 2012-1014 e la riduzione complessiva del 50%. Possiamo dire senza timore di essere smentiti che a differenza del precedente governo quello attuale ci ascolta e che, evidentemente, ha ritenuto quelle nostre idee serie e misurate, concretamente realizzabili. Quindi superato in modo “mediato” il punto riguardante gli F35 ci sembra il caso – anche perché gli eventi lo richiedono -di rinnovare l'invito al Presidente del Consiglio Prof. Monti a voler fare proprie le nostre proposte e su di esse impostare una concreta azione di governo e un costruttivo confronto con le parti sociali interessate. 

I 500.000 cittadini in divisa, “specificità” a parte, attendono risposte concrete.