Spese militari, nessuna trasparenza: 23 milioni di euro per feste e spese “riservate”

Lo “Stato di previsione del Ministero della difesa”, allegato n. 11 al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 è una lettura che seppure “criptica” non manca di regalare sorprese, così si può scoprire che le somme stanziate, per ciascuno degli anni fino al 2013, per “spese per riviste, conferenze cerimonie, convegni, raduni congressi, mostre ed altre manifestazioni, spese di rappresentanza, realizzazioni promozionali” sono in totale 1.853.518 euro, mentre per quanto riguarda le “spese di pubblicità, spese di propaganda a mezzo stampa, radio, televisione o cinematografia; collaborazioni redazionali e giornalistiche, organizzazione convegni e mostre e per altre manifestazioni e raduni per una migliore conoscenza della condizione militare” il conto sale fino a 3.615.597 euro.

Se le cifre sono chiare non lo sono però le voci di spesa: non descrivono nel dettaglio le differenti attività e programmi. Dalle pieghe del bilancio inoltre ne saltano fuori alcune che denotano l’assoluta mancanza di trasparenza, come ad esempio i 904.401 euro per le spese “riservate e confidenziali” dell’Arma dei carabinieri, oppure i 1.584.940 euro destinati a “spese riservate degli Stati Maggiori e degli organi centrali e territoriali della difesa”. A parte la curiosità di sapere quale sia il reale utilizzo da parte della Difesa dei 2.489341 euro di “spese riservate e confidenziali”, facendo due conti nel periodo considerato dal bilancio avranno sborsato 23.875.368 euro per sostenere feste, festini, pubblicità e forse chissà cos’altro di tanto “riservato e confidenziale” per le Forze armate e per i carabinieri.

Sono convinto che qualsiasi attento lettore troverebbe molte spese “strane”, incomprensibili e soprattutto inutili. Non vorrei esagerare ma ritengo che eliminando solo quelle che ho citato, se si considerano anche i costi del personale, dei mezzi e delle attrezzature, il risparmio che si potrebbe conseguire sarebbe di 50 – 60 milioni di euro all’anno. Occorre quindi domandarsi, e domandare seriamente al Ministro Di Paola, se non sia il caso di eliminare tutte le cerimonie e festicciole che i militari fanno in “pompa magna” in ogni parte d’Italia e per ogni occasione, anche quando non c’è proprio nulla da festeggiare, come ad esempio oggi a Trapani presso il 37° Stormo dell’Aeronautica militare dove è andata in scena la celebrazione per la fine del programma bilaterale di leasing “Peace Cesar” del caccia F-16 alla quale è intervenuto il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, ovviamente portandosi dietro una nutrita schiera di generali e autorità civili.

Una “spesa inutile” che si poteva e doveva evitare. Chissà se dopo la cerimonia hanno approfittato dell'occasione per andarsi a fare una ricca mangiata di pesce in uno dei graziosi ristoranti dell'accogliente provincia siciliana.