Le nuove regole per eleggere il Cocer, ai senatori Scanu e Saltamartini non mi resta che gridare: vergogna

L'assurdo diventa realtà. Le Commissioni 1^ e 5^ del Senato ha prorogato il mandato degli attuali consigli della rappresentanza militare: una palese violazione di un principio democratico che in passato era già stato stuprato ben due volte da un manipolo di aguzzini senza morale, che "pietendo" l'allungamento del loro mandato elettivo avevano efficacemente svenduto le Forze armate agli interessi di alcuni generali/politicanti/faccendieri. Tutto questo per continuare a curare gli interessi economici personali e magari a vendere qualche caffè con la scusa del "benessere del personale". Accampando fantasiose giustificazioni gli autori di quello che non posso non definire "l'inciucio" tra PD (Scanu) e PDL (Saltamartini), hanno imposto agli altri senatori che forse hanno votato senza conoscere neanche l'argomento, un emendamento che proroga il mandato del Cocer e riduce sensibilmente ogni spazio democratico all'interno del mondo militare.

Se l'emendamento votato dalle Commissioni passerà anche l'esame dell'Aula l'amministrazione della Difesa dovrà fare i salti mortali per emanare le norme applicative delle modifiche introdotte al Codice dell'Ordinamento Militare che, in poche parole, cosi come sono scritte rischierebbero di cancellare l'equilibrio numerico che vi è tra le differenti categorie rappresentate all'interno di ogni singolo Consiglio della rappresentanza. Già c'è chi dubita del fatto che gli uffici dello Stato Maggiore della Difesa (SMD) riusciranno a farcela in soli 30 giorni proprio mentre si preparano ad avviare la revisione del "modello difesa" . Adesso però la soluzione del problema e la garanzia dei diritti dei militari è rimessa nelle mani del Governo che in commissione, sulla questione, ha espresso parere contrario.

Il Professor Monti, il Presidente del Consiglio dei Ministri si troverà a dover risolvere il problema in prima persona e stando alle prime indiscrezioni che provengono da ambienti militari e dai commenti che mi sono giunti da alcuni esponenti della rappresentanza militare e quelli che in questi giorni hanno manifestato la loro contrarietà alla "proroga" a seguito dell'appello lanciato tramite i miei post su Tiscali Notizie, posso affermare senza timori di smentite che i militari si augurano che non ci sia una inversione nelle intenzioni del Governo e che il loro diritto sia garantito come non è stato fatto in passato, quando il ministro della Difesa era La Russa. Un significativo messaggio è quello del delegato del Cocer carabinieri, Michele Fornicola, da sempre oppositore alle proroghe di palazzo. Il delegato del Cocer scrive «I professori del Senato, dopo lunga e travagliata malattia, partoriscono la creatura cieca.

Una modifica alle norme sulla rappresentanza Militare che non serve a nessuno anzi, agevola solamente i vertici. Il vento dell'Europa si fa sentire dappertutto meno che al Senato della Repubblica dove trovano riparo i "bizantinismi" tanto cari agli uomini "di palazzo". Se l'Aula del Senato – prosegue Fornicola - dovesse approvare il testo che esce dalla Commissione con le modifiche annunciate dalle agenzie stampa, a mio parere, sarebbe la prova provata che: "Nel PDL non vi è alcuna forza innovatrice. (dilettanti allo sbaraglio); Nel PD non vi è alcuna "forza" e basta." Solo scaramucce interne utili ai fini di ciascuno.  (professionisti del dilettantismo) Ancora oggi, se i militari desiderano essere presi sul serio, è meglio che si orientino altrove.".

Negli anni scorsi per ben due volte ho cercato di richiamare l'attenzione del Presidente della Repubblica per intervenire sulla palese violazione del diritto e dei diritti che si stava consumando sotto il suo attento sguardo inviandogli lettere che, mi rendo conto, sono cadute nel vuoto. La proroga del Cocer è un atto antidemocratico che sembra essere di moda in questa legislatura dove la Costituzione viene fatta a pezzi giorno dopo giorno con la complicità di un manipolo di parlamentari nominati che nella privazione dei diritti concepisce l'unica forma possibile di dibattito democratico.

Il Governo è quindi chiamato ad assumersi una grave responsabilità:  acconsentire che gli interessi di pochi prevalgano su quelli di 350.000 soldati, oppure ristabilire il necessario confronto democratico con i militari; che peraltro sono chiamati ad portare in tutto il mondo quella democrazia che oggi essi stessi rischiano di perdere per l'incoerenza di alcuni senatori che solo ieri avevano dichiarato di essere sempre stati contro ogni proroga e a favore dei diritti dei militari (forse nelle loro fantasie perché nei fatti hanno sempre preso le distanze da chiunque si opponesse a simili violazioni dei diritti).

Ci vuole proprio un bel coraggio a vantarsi come sta facendo in queste ore il senatore Scanu. Il Partito democratico dovrebbe prendere le distanze da questo campione "democratico" che, con un emendamento molto simile a un "randello e olio di ricino", cerca di eliminare quella poca democrazia che ancora c'è nelle Forze armate contraddicendo lo spirito dello stesso partito che rappresenta. Scanu ha servito ai militari una polpetta avvelenata cercando di farla passare per un pasticcino, quindi faccio appello al Governo perché si faccia carico di ristabilire il diritto e i diritti e contro ogni prevaricazione e respinga il vergognoso tentativo di destabilizzare quel poco di democrazia che ancora esiste nelle Forze armate.

Ai senatori Scanu e Saltamartini non mi resta che gridare Vergogna, Vergogna, Vergogna!!

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