Milleproroghe: errare è umano, perseverare è diabolico. In questo caso è da irresponsabili.

Errare è umano ma perseverare è diabolico e in questo caso da irresponsabili. Non solo non si sono accontentati di vedersi bocciati i loro emendamenti “porcata” presentati in Commissione al decreto legge “milleproroghe”, ma hanno avuto pure la faccia tosta di ripresentarli in Aula.
Mi riferisco ai deputati Favia (IDV), Marinello, Mantovano, Marsilio, Baccini, Ceroni, Pagano, Corsaro, Laffranco (PdL) che hanno presentato due identici emendamenti per prorogare il mandato dei Cocer fino al 31 dicembre 2012 privando oltre 350.000 militari del loro diritto di scegliersi liberamente chi li deve rappresentare.  Comprendo il fatto che i deputati del PdL siano evidentemente ostaggio di alcuni delegati del Cocer dei carabinieri, dei loro protettori politici e dei generali dell’Arma a cui il servile Organismo rappresentativo (di se stesso) fa comodo, ma non riesco a comprendere l’atteggiamento dell’onorevole Di Pietro e dei parlamentari dell’IDV che hanno sempre votato contro queste “porcate”.

In queste ore, come molti altri militari e non, mi domando se questi emendamenti non abbiano qualcosa a che fare con la questione che solo alcune settimane fa ha coinvolto l’IDV e il consigliere comunale di Roma e delegato del Cocer carabinieri, Giuseppe la Fortuna. Quello che aveva annunciato di voler passare con Di Pietro per poi fare una improvvisa retromarcia nel giro di poche ore quando è stato richiamato all’ordine dai suoi protettori. Se poi la decisione di presentare simili emendamenti è il frutto del mercimonio politico allora stupisce il fatto che Di Pietro abbia deciso di tacere mentre un suo sconosciuto deputato insiste nel voler svendere la coerenza dell’IDV agli interessi di un manipolo di satrapi.

Ovviamente mi auguro che Di Pietro dia una spiegazione alle migliaia di militari “incazzati” che in queste ore sposando la nostra battaglia di democrazia  e giustizia - quella del Pdm -, lo stanno contattando affinché all’interno del suo gruppo faccia prevalere la ragione del diritto e dei diritti sui miseri interessi di bottega di quelli che pietiscono la proroga. Di Pietro dica chiaramente a quale gioco vuole giocare e se ha deciso di essere anche lui un protettore della “casta” allora sappia che alla nuova -la terza consecutiva - proroga del Cocer  il Governo, il Ministro della Difesa e una ampissima convergenza di forze politiche (radicali, Pdm, PD, Lega, UDCpTP) hanno detto chiaramente "NO", ritenendola una inaccettabile prevaricazione di un diritto.
Per quanto riguarda l’onorevole Cicchitto - sempre prodigo di parole verso i diritti democratici – bisogna far notare che sulla questione sta preferendo il colpevole silenzio del “complice”.

Quello che comunque stupisce in queste ore è il comportamento dell’onorevole Alfredo Mantovano, che in Commissione aveva dato prova di aver compreso l’errore commesso ritirando la sua firma dall’emendamento  Marinello, mentre oggi invece la sua compare tra i sottoscrittori di quello presentato per l’Aula.
Anche in questo caso la coerenza è di casa e il “leva e metti” dimostra di voler perseverare nell'errore. C’è da domandarsi se anche l’ex sottosegretario sia vittima o ostaggio dei miseri interessi di bottega dei delegati del Cocer, in particolare quello dei carabinieri.

Insomma, la vicenda è sempre meno chiara e mi sembra assurdo che parlamentari con una loro storia e con delle tradizioni democratiche abbiano potuto compiere un atto simile contro i diritti di 350.000 militari. Le autorità giudiziarie dovrebbero indagare – come già stanno facendo su molti delegati del Cocer e le loro poliedriche attività - sulla vicenda per accertare se i nove deputati in questione non siano stati le vittime di un ricatto o abbiano ricevuto minacce, perché altrimenti il loro comportamento non potrebbe essere spiegato in alcun modo. Ora non resta che augurarsi che il senso della ragione prevalga sull’arroganza e che i nove deputati dell’IdV e del PdL provvedano a ritirare i loro emendamenti. Diversamente il loro potrebbe essere letto come un gesto gravissimo teso a minare la stabilità interna delle Forze armate.

 

A.C. 4865-A
EMENDAMENTI
Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.?216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
Relatori: BRESSA, per la I Commissione; GIOACCHINO ALFANO, per la V Commissione.
N. 1.
Seduta del 24 gennaio 2012
[...]

 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative di interesse della Difesa).
??Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
???c-bis) all'articolo 2257, le parole: «30 luglio 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
*8. 5. Favia.
??Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
???c-bis) all'articolo 2257, le parole: «30 luglio 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
*8. 6.
?