Al Ministro della difesa Di Paola chiedo di dare una regolata anche al Cocer: costa 5.257.925 euro ogni anno

Lo scorso 10 gennaio il Ministro della difesa Di Paola, rispondendo a un'interrogazione (4-04614) sui costi della rappresentanza militare - una sorta di sindacato giallo delle forze armate - ha affermato che i delegati della Rappresentanza militare costano ai contribuenti 5.257.925 euro ogni anno e che un diverso trattamento economico "potrebbe suscitare sensibilità da parte dei componenti del Cocer".

Giustificare una spesa simile in un periodo di vacche magre è già difficile e diventa incomprensibile se ci mettiamo che serve per non avere problemi con la "sensibilità" di determinati personaggi, che tutto hanno fuorché sensibilità verso i problemi dei loro colleghi che dovrebbero rappresentare allo stesso vertice che li paga. È una giustificazione inaccettabile, quindi mi viene spontaneo chiedermi se anche il Ministro è ostaggio degli interessi economici e di bottega dei Cocer e se quei milioni di euro siano in realtà un modo per compensare la supina disponibilità dei delegati a tutelare le decisioni del vertice anziché gli interessi della truppa mentre curano altri e più redditizi affari.

Come Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle Forze di polizia  combattiamo da anni una lotta per garantire a tutti i militari il medesimo trattamento, la medesima dignità e diritti e finalmente lo scorso mese di novembre la legge di stabilità per il 2012 (L. 183/2011) ha sancito questa uguaglianza, imponendo anche ai delegati del Cocer, che fino ad allora continuavano a pesare sulle tasche dei contribuenti per i costi degli alberghi dei ristoranti e delle cospicue indennità di missione, di fruire di vitto e alloggio nelle strutture delle amministrazioni di appartenenza.

Eppure nei confronti dei sindacalisti (gialli) in divisa questa norma non viene applicata nonostante sia già in vigore da diversi giorni. È chiaro che se il Ministro continua a garantire ai Cocer dei privilegi - anche contro la legge -, mentre agli altri militari annuncia e impone sacrifici, c'è un serio problema di legalità ed equità che deve essere risolto con ogni mezzo. La questione quindi è una, o il Ministro Di Paola interviene immediatamente per far cessare lo stato di palese illegalità disponendo che già dalla prossima convocazione dei Cocer - prevista per lunedì 16 gennaio – tutti i delegati dei Cocer siano aggregati per vitto e alloggio nelle strutture militari (che solo a Roma offrono oltre 500 alloggi (APP) e numerosissime mense di servizio), oppure dovrà ancora una volta essere la magistratura a occuparsi della questione.

Non v'è chi non veda, caro Ministro Di Paola. Ma il Governo di cui Lei fa parte non è quello del maggior rigore dell'equità e dello sviluppo? Allora ci vuole cortesemente spiegare perché continua a essere ostaggio della "sensibilità" al denaro dei delegati del Cocer? In molti speravamo in un cambiamento e invece ci stiamo accorgendo che compaiono all'orizzonte inquietanti segnali di reviviscenza di quelle discutibili pratiche che fiorivano nei peggiori periodi della prima Repubblica, semmai siano mai scomparsi.
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