Filippo Milone, in un paese normale gli verrebbe revocato l'incarico, ma siamo in Italia

A quelli de “Il Fatto Quotidiano” non è passata inosservata la nomina del dr. Filippo Milone e sia ieri che oggi (29 e 30 novembre 2011) hanno pubblicato alcuni interessanti articoli che parlano proprio del nuovo sottosegretario di Stato alla Difesa. Ormai è noto a tutti che il Professor Monti si è accollato una bella rogna da risolvere: salvare l’Italia dal baratro. Forse però la grintosa partenza dell’esecutivo del dopo Berlusconi adesso rischia di incappare nelle sue stesse scelte, improntate alla legalità, trasparenza e all'equità sociale.  Certo è che Monti non possiede la bacchetta magica, e di certo è che in queste lunghe settimane passate in frenetici incontri e riunioni, bi e multilaterali, tra corridoi segreti e piani segreti per cercare di ridare credibilità e stabilità al Paese - e ai mercati – gli sarà pur sfuggito qualche piccolo particolare della storia di chi ha voluto (?) chiamare a far parte della tua squadra di governo.

Oltre alla conversazione telefonica in cui Milone è citato nell’ambito delle indagini che riguardano Enav – Finmeccanica, con riferimento a un contributo sollecitato dallo stesso in occasione della convention del Pdl a Milano, vi è anche quello dove si racconta che sarebbe stato anche arrestato per lo scandalo dell'ospedale di Asti. Infatti, spulciando le cronache dell’epoca si risale a un articolo di Repubblica del 21 giugno 1994 (pagina 12) che racconta delle conclusioni del processo che riguardava l’appalto per il nuovo ospedale di Asti (un’opera da 230 miliardi di vecchie lire), e la promessa di una tangente di sei miliardi da dividere in parti eguali tra Dc e Psi. I nomi che si leggono in quell’articolo e quindi nelle carte di quel processo mi riportano con la mente all’epoca di tangentopoli e il nome di del neo sottosegretario di Stato Filippo Milone, ex amministratore della Grassetto di Salvatore Ligresti, compare tra i quelli.  Fu arrestato e poi successivamente condannato in via definitiva alla pena di anni uno e mesi sette.

Inoltre, per quelli che volessero rendersi conto di come funzionava il sistema politico nell’Italia del 1993 è possibile leggere alcune pagine, in cui compare anche il nome di Milone, della “DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE contro il Senatore Severino Citaristi del 27 marzo 1993”. ?Adesso immaginate con quale spirito potrebbe essere visto il nuovo sottosegretario di Stato da un onesto carabiniere o finanziere, magari proprio da quello che ebbe il compito di trarlo in arresto , che certamente un domani si ritroverà a dovergli fare il saluto o rendergli gli onori durante una cerimonia.

Sinceramente non credo che la nomina di Milone sia stata solo una casualità o una scelta dettata da un’attenta analisi del suo curriculum e che non abbia nulla a che vedere con il fatto che solo fino a pochi giorni fa si occupava di consigliare il Ministro della difesa La Russa riguardo alle politiche industriali, appunto, per la difesa. Non a caso, sempre il Fatto Quotidiano, titola una altro articolo «MI MANDA MILONE Da La Russa a Finmeccanica passando per i  processi e una condanna: è lui il numero 2 della nuova Difesa». Nei giorni che avevano preceduto la nomina dei sottosegretari e dei viceministri avevo affermato che «Al ministro della Difesa Di Paola servono collaboratori che siano “tecnici”, fuori dagli schemi di palazzo e liberi da legami con il mondo politico e imprenditoriale perché solo cosi sarebbe riuscito ad assolvere il difficile compito che gli e' stato affidato e non ritrovarsi imbrigliato nei meccanismi e nelle “logiche di palazzo”».

Inutile dire che come Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e delle Forze di Polizia (Pdm) avevo insistito nel proporre pubblicamente al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa, la candidatura a vice ministro del Generale dei Carabinieri Luigi Finelli, nella convinzione che l'alto ufficiale, quale persona integerrima sempre e comunque di fronte alla legge, al diritto, ai diritti, avesse saputo ricoprire anche tale difficile incarico nel rispetto e in continuità con la sua storia e quella dell'Arma. (ANSA 27-NOV-11 19:32). E non può negarsi che il dr. Milone adesso rischi di essere visto come la continuità con il passato Governo e quindi di offuscare quei principi cardine di correttezza di legalità e di trasparenza su cui Monti ha voluto fondare la credibilità dell’attuale esecutivo.

A molti potrebbe anche apparire evidente che quella mia scelta di proporre la candidatura del generale Luigi Finelli come membro del Governo Monti non fosse poi cosi strana e campata in aria, ma sicuramente proposta allo scopo di salvaguardare il prestigio del nascente esecutivo da possibili legami con il passato difficili da sciogliere e da sopportare. Mi viene naturale domandarmi, e domandarvi, se quanto riportato negli articoli e all'atto del Senato a cui ho voluto fare riferimento fosse stato già a conoscenza del Presidente del Consiglio e se non sia almeno opportuno che al dr. Filippo Milone non sia data alcuna delega riguardante la trattazione delle materie per l'area del procurement e della ricerca, concernenti il settore degli armamenti terrestri, navali  aeronautici e dei sistemi di telecomunicazione connesse ai programmi di ammodernamento e rinnovamento e  della ricerca in relazione alle tematiche Difesa-industria e Difesa-ricerca.

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