Un miliardo quattrocento milioni in meno per la Difesa, ma La Russa mantiene i privilegi della casta dei generali

Un miliardo quattrocento milioni e passa di euro da tagliare al bilancio della Difesa? E ci credo che ‘Gnazio si è incazzato, qualcuno forse gli aveva promesso che questa volta non ci sarebbero stati tagli. Una bella sforbiciata al bilancio, prevista e prevedibile che noi avevamo opportunamente tradotto in emendamenti mirati a eliminare quelle prebende e regalie che la dimenticanza del legislatore ha lasciato per troppi anni sulle spalle dei contribuenti. Un corposo pacchetto di proposte emendative presentato nell’ambito della discussione della recente manovra finanziaria aggiuntiva “bis” che non è stato neanche preso in considerazione, manco da quelli del PD. Forse perché rispecchiavano la volontà degli italiani di eliminare gli sprechi e i troppi regali di cui godono i generali? Questa potrebbe essere la risposta esatta. Dall’ausiliaria alle indennità antiesodo per i piloti e controllori di volo, dalle spese per i Cocer a quelle per i cappellani militari, da quelle relative all’inutile sovradimensionato acquisto di 131 supercaccia multiruolo JSF F-35 alla mini-naja e alle ronde, dall’eliminazione delle promozioni all’ultimo giorno ai richiami in servizio e all’accorpamento delle Forze di polizia in un unico Corpo. Insomma un bel taglio netto alle cose inutili che avrebbe consentito di risparmiare 7, 69 miliardi di euro.

Adesso comunque La Russa deve fare i conti con i pesanti tagli che forse avrebbe potuto evitare accogliendo magari alcuni dei nostri emendamenti. Come sempre però il Governo non ha voluto toccare i privilegi di alcuni tanto poi pagano tutti gli altri: i cittadini. Tornando a La Russa le agenzie riportavano la notizia che ha convocato permanentemente i vertici delle forze armate per studiare il problema: dove tagliare? Certo che allora siamo in buone mani, sicuramente come già si paventa da più fonti interne alla Difesa taglieranno sul personale ma non sui generali; limeranno qualche spesuccia indispensabile alla sopravvivenza della truppa, ma non quelle per feste e festini che ci sono ogni volta che si palleggiano i comandi dei reparti. Taglieranno gli straordinari obbligando il personale a lavorare gratis, ma manterranno i loro privilegi e studieranno rimodulazioni al modello di Difesa tali da garantire la continua proliferazione di posti e poltrone di comando, cioè quelle collegate a particolari indennità. Insomma, La Russa ha dato vita a un “comitato” che dovrà decidere dove tagliare pur di mantenere privilegi per la casta dei generali e quindi poter continuare a fare guerre in giro per il mondo e fare affari -appunto - con le tante ditte e dittarelle che spesso hanno tra i loro più attivi collaboratori e amministratori degli ex generali: gli amici degli amici; quelli che non si sa come ma riescono sempre a convincere i vertici della Difesa ad acquistare sistemi e armamenti del tutto inutili o inutilizzabili.

E allora, mi domando: “perché non chiedere suggerimenti direttamente ai militari di truppa, magari quelli che sono impegnati in Afghanistan?” A quelli che sono costretti a fare i conti con una politica miope e dissennata che non gli riesce più a garantire nulla, nemmeno il minimo per sopravvivere nei territori di guerra e, a volte, come si è appreso in questi giorni, neanche le mutande di ricambio perché qualche cervellone da dietro una scrivania ha voluto sperimentare il trasporto dei materiali destinati ai contingenti ISAF via terra facendo una “prova” con il treno per poi, una volta resosi conto delle difficoltà e quindi di aver fatto una grossa “minchiata”, riportarli indietro e spedirli in –Afghanistan con l’aereo, come ormai fanno da 10 anni. Sono pienamente convinto che i militari di truppa sanno perfettamente cosa tagliare e cosa invece è necessario e indispensabile per poter garantire alle Forze armate quel minimo di operatività che le chiacchiere, le parate e le operazioni pubblicitarie non danno.

Occorre precisare che La Russa deve comunque evitare di chiedere consigli a quelli del Cocer perché da bravi servitori proni ai loro interessi di bottega sarebbero anche capaci di rispondergli che va tutto bene e che la truppa è felice ed è pronta a sacrificare i propri stipendi e tredicesime per permettere ai generali di comprare altre armi. Già che ci si trova, “caro” Ministro, provi un po’ a spiegare a cittadini che pagano le tasse come mai spende 5.257.925 euro all’anno per i delegati del Cocer e alla nostra richiesta di risparmiare aggregandoli vitto e alloggio presso le strutture dell’amministrazione militare, quindi a costo “zero” come per tutti gli altri militari, ha risposto che «qualsiasi iniziativa volta a modificare, anche parzialmente, l’attuale sistema potrebbe suscitare sensibilità da parte dei componenti del Cocer». Sensibilità?? Allora vuol significare che lei paga per la loro servizievole disponibilità a non disturbare il manovratore, magari per evitare proteste e suscitare l’attenzione dei media i molti problemi della truppa?

Se le cose stanno così, adesso che deve tagliare le spese inutili, potrebbe iniziare proprio con quelle relative ai Cocer e poi proseguire con quelle riferite al mantenimento dei cappellani militari e all’ausiliaria, ai trattamenti economici superiori degli ufficiali e ai premi antiesodo per piloti e controllori di volo. E non si dimentichi di quelle relative ai 131 caccia JSF perche sicuramente con questi chiari di luna resterebbero inutilizzati ad invecchiare negli hangar. Insomma Ministro La Russa se ci si mette d’impegno vedrà che è più facile a farsi che a dirsi, basta avere il coraggio di porsi come obiettivo l’interesse del Paese e non quelli delle cricche o delle varie “caste” che appestano, purtroppo, anche la compagine militare. Le ripeto, chieda alla truppa loro sicuramente sapranno essere più equi e solidali con il Paese di quanto potranno fare i suoi generali.

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