"Gli insulti dei poliziotti a La Russa? E' stato lo sfogo spontaneo di chi è stato preso in giro"

Pesanti, accorati e soprattutto spontanei gli insulti che il 21 settembre si sono levati dai manifestanti assiepati a centinaia dietro gli striscioni dei sindacati di polizia nel corso della manifestazione davanti la Camera dei deputati.

Il loro dissenso e la loro rabbia verso il governo delle “cricche” e dei giochi di potere, delle escort, del bunga bunga e delle mazzette, sono stati chiarissimi e non è un caso che a beccarseli sia stato La Russa, ministro della difesa (e della guerra), che come il solito non ha perso l’occasione per minimizzare e scaricare la colpa su presunti facinorosi infiltrati, logicamente di sinistra.

La Russa pensava di fare la sua solita passerella di propaganda, sicuro di trovare quei poliziotti amici che, forse la sua mente, per il solo fatto di indossare una divisa, colloca tra i suoi fans o comunque nell’area di centro destra. Niente di più sbagliato. I diritti e i soldi non hanno colore politico o schieramenti; e poi vorrei vedere se esiste ancora qualcuno che indossa una divisa, e che dice di essere di “destra”, se ha ancora la voglia di applaudire il Governo e i suoi ministri.

A rivedere bene i filmati che circolano copiosi sul web non mi sembra che i poliziotti abbiano esagerato o detto cose non vere. Ma neanche i presunti infiltrati. Tutti hanno solo espresso i loro sentimenti verso un rappresentante del governo, uno che più di ogni altro ha la responsabilità di aver ridotto la sicurezza dei cittadini a un mero fatto propagandistico: una marchetta buona per ogni occasione.

Ma il La Russa ormai è abituato alle parate e ai saluti obbligati che gli tributano a denti stretti i militari durante le sue pompose visite presso le caserme. E allora beati i poliziotti, che hanno la possibilità di manifestare liberamente e di dire ciò che pensano, anche il più caloroso e affettuoso “ma vaffanculo!”. I militari questo diritto ancora non l’hanno e quando parlano, se parlano, vengono duramente repressi: spesso processati davanti al tribunale militare, anche solo per aver detto la parola “diritto”.

Per un attimo immaginiamoci una manifestazione di piazza fatta da militari. Sarebbe un’esperienza fantastica. Immaginate quante “calorose affettuosità” verrebbero indirizzate ai ministri come La Russa o gli altri di questa pietosa accozzaglia di politicanti di professione che hanno l’immeritato privilegio di governare questo Paese.

Mi domando: “ma se potessero i militari si comporterebbero come i poliziotti? e il termine “buffone” sarebbe forse quello più gentile oppure vi aggiungerebbero anche altro? Potrebbe essere interessante metterli alla prova ma sono sicuro che al ministro La Russa non farebbe piacere. Io comunque sarei in prima fila ad aspettarlo per esprimergli, come ho sempre fatto, tutto il mio più profondo "dissenso" per la sua devastante azione politica.

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