La Russa è costretto a difendere i cocer, quelli su cui indagano le procure

Ci sono voluti più di due anni per rispondere all'interrogazione (4/03377) presentata dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, sui soldi sperperati per mantenere in piedi la casta delle rappresentanza dei militari: i Cocer.  Finalmente lo scorso 12 settembre il Ministro la Russa si è degnato di rispondere. Una risposta che mette in luce la sua stessa incapacità di imporre quella politica di rigore, di razionalizzazione delle spese e dell’eliminazione dei privilegi tanto propagandata dalla sua parte politica, perché – si legge nell’atto a firma del ministro - «qualsiasi iniziativa volta a modificare, anche parzialmente, l'attuale sistema potrebbe suscitare sensibilità da parte dei componenti del Cocer».

È ingiustificabile, oltreché per nulla credibile, la scusa adottata dal Ministro che «in considerazione della tipologia delle attività normalmente svolte, nonché delle peculiari caratteristiche della città di Roma, ivi compresa la dispersione e la diversità di disponibilità sul territorio di strutture militari idonee per l'accasermamento.» continua a sprecare soldi pubblici per pagare i delegati del Cocer anziché ospitarli negli alloggi e nelle mense delle caserme di Roma come fa con tutti gli altri militari.

Secondo i dati forniti a La Russa, dagli Stati Maggiori di Forza armata/Comandi generali, sono solo 5.257.925 gli euro  che vengono inutilmente spesi annualmente per mantenere in vita i Consigli della rappresentanza militare. Queste somme rappresentano il corrispettivo per il “silente e prostrato servizio” che i delegati del Cocer rendono ai generali e alla maggioranza di Governo per accettare supinamente una politica che preferisce gli affari, i generali e l’acquisto di armamenti mentre taglia tutto al personale.

Nel totale di 5.257.925 euro di costi indicati è evidente che mancano tutte quelle voci riferite ai rimborsi delle spese di viaggio, alle riunioni dei gruppi di lavoro che riguardano oltre il 70% delle convocazioni di ogni singolo Consiglio, al mantenimento degli uffici e ai costi del personale che vi è impiegato.

Quindi è chiaro che i dati forniti al Ministro La Russa sono errati e visto il tenore della risposta, e tenendo ben presenti i motivi per cui le procure di Roma e Napoli stanno indagando sulle attività di questi Organismi – i Cocer – e i recenti fatti che hanno riguardato un delegato Cocer dell’Arma sottoposto al provvedimento di obbligo di dimora e per questo decaduto dall’incarico, posso in tutta tranquillità affermare che i costi che il contribuente deve sopportare per mantenere l'inutile sistema rappresentanza dei militari sono certamente superiori a quelli dichiarati che, comunque, restano inaccettabili se paragonati al risultato in termini di servizio e tutela offerto ai militari, ancor più in questo momento di crisi devastante.

Ricordando che le Organizzazioni Sindacali come quelle della polizia non rappresentano un costo per l’amministrazione – perché le loro attività sono finanziate dagli iscritti-, invito il Ministro della Difesa a chiarire il perché della sua risposta ai cittadini militari che ancora non hanno avuto la forza di rivendicare i pieni diritti sindacali perché prevaricati da una rappresentanza autoreferenziale e antidemocratica, e ai contribuenti che devono pagare le tasse per mantenere la “casta dei Cocer” il cui agire - come si può leggere negli oltre 40 atti parlamentari presentati dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm - oltre ad essere oggetto di numerose indagini giudiziarie è fonte di imbarazzo per chiunque indossi una divisa con dignità.

 

 

 

 

 

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