Forestali, no militari

Centinaia e centinaia di appartenenti al Corpo forestale dello Stato hanno scioperato il 25 maggio a Roma, Napoli e Perugia, aderendo alla mobilitazione dei sindacati confederali del pubblico impiego, per dire no alla militarizzazione e sì alla salvaguardia delle peculiarità e delle funzioni che con la "riforma" verrebbero smantellate, soprattutto in materia di polizia ambientale e agroalimentare.

Guida la protesta il Sapaf, il primo sindacato per numero di iscritti dei forestali, assieme all'Ugl e alla Cgil di categoria. "I nostri iscritti e i forestali tutti - dice il segretario generale del Sapaf, Marco Moroni - hanno capito e compreso che con la militarizzazione non si va da nessuna parte, che si perderanno diritti ma soprattutto funzioni, che i cittadini saranno meno garantiti di prima. Voglio ringraziare le donne e gli uomini del Corpo che, liberamente, hanno aderito allo sciopero. Ricordo che siamo l'unica forza di polizia a poter scioperare e non a caso ci stanno per sopprimere. Vergognoso è stato negli ultimi giorni l'atteggiamento ostruzionistico di Cesare Patrone, capo del Corpo forestale, che in ogni modo ha tentato di dissuadere coloro che stamani hanno scioperato".

"Da settimane siamo in piazza - dice Moroni - e non ci fermeremo. Altre e più eclatanti iniziative sono allo studio. C'è un compatto fronte sindacale, rappresentativo praticamente di tutto il personale, che dice no a questa controriforma. Molte associazioni e cittadini cominciano a capirlo. Speriamo che anche la politica si muova. Una cosa è sicura: noi andremo avanti".