Da Capo di stato maggiore aveva preteso il rispetto della legge, ora rischia il rinvio a giudizio

generale Pasquale Preziosa

Una guerra senza esclusione di colpi tra alti ufficiali potrebbe concludersi con un clamoroso nulla di fatto. Le ostilità erano cominciate quando Pasquale Preziosa, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aereonautica, era stato accusato di aver fatto pressioni e minacce sul direttore dell'Istituto di medicina Aerospaziale Domenico Abbenante "perché negasse la piena idoneità al volo al generale Carlo Magrassi, con l'obiettivo di troncare la carriera di quest'ultimo", ha scritto Martino Villosio sul "Tempo.

Basandosi su queste accuse il Procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, aveva chiesto il rinvio a giudizio di Preziosa. La notizia del ricovero presso l'ospedale Careggi di Firenze di Magrassi, per un "problema cardiaco grave" ha riacceso - inevitabilmente - i riflettori su una vicenda che aveva preso il via 17 ottobre 2015 scorso, quando il capo della Procura militare di Roma decise di far eseguire una perquisizione presso l'Ufficio Generale di Consulenza e Affari Giuridici dell'Aeronautica.

Il 19 maggio 2016, davanti al Gup del Tribunale militare di Roma il difensore di Preziosa ha chiesto l'acquisizione della documentazione medica relativa al ricovero di Magrassi, l'udienza è stata quindi rinviata al 15 giugno prossimo. In quella sede il giudice dovrà decidere se disporre il giudizio nei confronti di Preziosa e di altri due alti ufficiali che facevano parte del suo staff quando fino allo scorso 29 marzo era al vertice dell'Aeronautica.

Il magistrato dovrà ora valutare i fatti tenendo conto del decreto ministeriale emanato il 16 settembre 2003, dall'allora ministro della Difesa, Antonio Martino, con cui si approvava l'"Elenco delle imperfezioni ed infermità che sono causa di non idoneità ai servizi di navigazione aerea e criteri da adottare per l'accertamento e la valutazione ai fini dell'idoneità". In quelle norme si stabilisce che tutte le patologie dell'apparato cardio-vascolare "sono causa di non idoneità". O, comunque, per il personale già in servizio, "l'elenco e i criteri annessi trovano applicazione avuto riguardo all'età, al grado, alla categoria, alla specialità, alla qualifica, agli incarichi, alle particolari norme che regolano la posizione di stato", con la conseguenza che l'idoneità al pilotaggio "può essere graduata", in ragione delle condizioni psico-fisiche e dei precedenti clinici dell'interessato.

In conclusione, ancor prima che un manipolo di carabinieri facesse irruzione negli uffici dello stato maggiore dell'Aeronautica, non conveniva porsi la più logica delle domande: ma non è che Preziosa - pretendendo il rispetto delle regole - aveva solo voluto assicurarsi che gli accertamenti medici per il rilascio dell'idoneità al pilotaggio di aerei militari ad alta prestazione fossero svolti da un medico competente? Il prossimo 15 giugno il Gup del Tribunale militare di Roma inevitabilmente dovrà dare una risposta anche a questa domanda.