E' la prima volta della Polizia: sciopero a oltranza contro i provvedimenti del governo

Ieri centinaia di appartenenti al Corpo forestale dello Stato hanno scioperato e sfilato per le vie di Firenze aderendo alla manifestazione promossa dai sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. E' la prima volta che una forza di polizia italiana sciopera.

Lo schema di decreto approvato dal governo, che ora è sottoposto all'esame del Consiglio di Stato, prevede la cancellazione del Corpo forestale dello Stato e la militarizzazione del personale che dal primo gennaio 2017 dovrà confluire nell'Arma dei carabinieri.

«Abbiamo aderito allo sciopero dei sindacati confederali per manifestare la nostra convinta contrarietà al progetto governativo di militarizzare la funzione di polizia ambientale e di penalizzare migliaia e migliaia di forestali». Lo hanno dichiarato i segretari generali Marco Moroni, Danilo Scipio e Francesca Fabrizi, presenti alla manifestazione fiorentina in rappresentanza delle organizzazioni Sapaf, Ugl-Cfs e Cgil-Cfs.

«Chiediamo al governo di rivedere l'assurdo progetto di accorpamento con l'Arma dei carabinieri, mantenendo le prerogative civili dei forestali, come quella di aderire oggi allo sciopero, che qualcuno vorrebbe comprimere e negare» - hanno detto i sindacalisti del Corpo forestale che poi hanno avvertito il governo - «Aderiremo ad altre giornate di sciopero perché rimaniamo convinti delle nostre ragioni che poi sono anche quelle che vanno nell'interesse dei cittadini che non vogliono vedere indebolita, come accadrà, la lotta contro i reati ambientali. Se non ci sarà un passo indietro da parte del governo, inonderemo tutti i tribunali d'Italia, compreso quello di giustizia europeo, con una valanga di ricorsi destinata a bloccare qualsiasi tentativo di controriforma».

Francesca Fabrizi (Cgil-Cfs) ha sottolineato che «il primo sciopero del Corpo Forestale dello Stato è stato anche il primo sciopero di un corpo di polizia dalla smilitarizzazione della Polizia di Stato avvenuta nel 1981 ed ha visto la partecipazione di numerosi forestali all'interno dello sciopero generale regionale del pubblico impiego indetto da Cgil Cisl e Uil per il rinnovo del contratto.»

«I forestali hanno scioperato per difendere il proprio diritto a rimanere un corpo di polizia ambientale ad ordinamento civile e a non essere militarizzati coattivamente come si sta invece apprestando a fare il governo con la legge di riforma madia. - ha spiegato la Coordinatrice nazionale della Cgil-Cfs Fabrizi che ha poi precisato - L'adesione allo sciopero ha voluto rappresentare la fruizione di un diritto garantito dalla Costituzione insieme a quello di avere una rappresentanza sindacale che dal primo gennaio 2017 verranno strappati via a questo personale a questi cittadini che diventeranno cittadini di serie B dal punto di vista dei diritti come il resto dei militari senza però aver neanche mai presentato istanza per diventarlo».

Lapidario è stato il commento di Danilo Scipio (Ugl-Cfs) «Quando a scioperare sono gli Uomini e le Donne in divisa, la politica e le Istituzioni devono fare profonde riflessioni sul loro operato. L'astensione dal lavoro dei Forestali Toscani è l'ennesimo forte segnale di malessere del personale che non vuole essere militarizzato coattivamente e farà di tutto per evitarlo».

Durante lo sciopero un corteo ha sfilato per le vie del centro di Firenze per poi concludersi con un comizio nel quale la segretaria nazionale di funzione pubblica della Cgil, Rossana Dettori, ha incitato il governo a ripensare a questo assurdo accorpamento che prevede la militarizzazione di personale che mai avrebbe pensato di diventare militare avendo partecipato ad un concorso pubblico per un corpo di polizia civile.

Il giudizio e l'ammonimento che Marco Moroni indirizza al governo riassumono completamente la giornata di sciopero e i sentimenti degli oltre 7000 forestali che già nei mesi scorsi, rispondendo al referendum interno lanciato dall'organizzazione sindacale, avevano chiaramente detto "no alla militarizzazione". «Abbiamo aderito con convinzione allo sciopero di Cgil-Cisl-Uil pubblico impiego della Toscana - ha dichiarato Moroni - perché riteniamo che un nostro diritto non possa essere cancellato da un Governo superficiale che pensa di militarizzare i Forestali. Questo sarà funzionale anche per le migliaia di ricorsi che il personale si appresta a depositare, laddove lo scellerato progetto venga comunque perseguito». 

Gli scioperi indetti dalle organizzazioni sindacali del Corpo forestale dello Stato proseguiranno seguendo quelli regionali del pubblico impiego. Il 20 maggio sciopereranno i forestali delle Marche, il 24 l'Emilia, il 25 Lazio, Umbria e Campania, il 26 Liguria e Veneto.