Legione Carabinieri Calabria: "Poliziotti in vacanza carabinieri al lavoro"

Sembra proprio che in Calabria tra carabinieri e poliziotti non corra buon sangue. Lo si capisce leggendo il contenuto di una recente delibera del Consiglio di base della “Legione Carabinieri Calabria” datata 4 marzo 2016 "Poliziotti in vacanza carabinieri al lavoro. Benessere del personale" con la quale i rappresentanti dei carabinieri hanno chiesto al loro comandante, generale di Brigata Andrea Rispoli, un “autorevole” intervento per evitare il ripetersi di “incresciose situazioni”. 

Il Consiglio di rappresentanza della "Benemerita" calabrese, come anche tutti gli altri organismi della stessa natura, è strutturato in modo rigorosamente gerarchizzato (il presidente è sempre e solo l'ufficiale più elevato di grado) e le sue attività e competenze sono puntualmente disciplinate dal Codice dell'ordinamento militare e dal relativo regolamento di attuazione. Per capire a cosa serva realmente l'istituto della rappresentanza militare basta sapere che, di fatto, i Consigli da cui è composto, dal livello più basso, cioè quelli a livello di “base” (Co.Ba.R.), per poi passare a quelli “intermedi” (Co.I.R.) e fino a livello “centrale” (Co.Ce.R.), non hanno nessun reale potere di contrattazione col datore di lavoro. Al massimo possono “deliberare” di richiedere un intervento al comandante della struttura nella quale agiscono che poi decide secondo la sua totale discrezionalità. Un altro aspetto che differenzia tale istituto - interno all'amministrazione militare - dalle organizzazioni sindacali è il costo. La rappresentanza pesa sulle tasche di tutti i cittadini italiani, i sindacati solo su quelle degli iscritti. Dalla risposta fornita lo scorso 16 marzo dal Ministro della difesa a una  interrogazione dei parlamentari pentastellati risulta che «La spesa generale per la rappresentanza, contabilizzata nell'esercizio finanziario relativo all'anno 2014, così come comunicato dagli Stati Maggiori/Comandi Generali, ammonta ad un totale di 4.158.139 euro».

«Poliziotti in vacanza carabinieri al lavoro».

No, non è il titolo di un film con Carlo Verdone, Enrico Montesano e Massimo Boldi ma è l'oggetto del documento che ha fatto infuriare i sindacati di Polizia. Con un rapido susseguirsi di “PRESO ATTO”, “CONSIDERATO”, “RITENUTO” e “ATTESO” - tutti rigorosamente scritti con lettere maiuscole - i 18 rappresentanti dei carabinieri hanno messo nero su bianco la loro singolare lamentela che però, adesso, rischia di compromettere seriamente i rapporti di buon vicinato con i poliziotti. 

Il testo della delibera numero 383, allegata al verbale n. 171 della riunione del 4 marzo scorso è chiarissimo e non lascia alcuno spazio a possibili interpretazioni. I rappresentanti dei carabinieri hanno fatto emergere la singolare situazione di malessere vissuta dagli appartenenti all'Arma della Legione Calabria. «PRESO ATTO che durante il periodo delle festività Natalizie - si legge nella delibera - i Carabinieri hanno dovuto effettuare in toto i servizi vigilanza e di O.P. (n.d.r. Ordine Pubblico) presso la struttura di Isola Capo Rizzuto (C.A.R.A. e il C.I.E.) poiché la Polizia di Stato è stata esentata da tali servizi e non si comprende il perché !!!!! Anche se a dire di molti la Polizia di Stato doveva godere del periodo di ferie!!!!!!».

Ma non è tutto. Il documento prosegue e i solerti carabinieri si spingono oltre, fino a considerare che l'impiego «in toto» dei loro colleghi nei citati servizi «ha distolto un notevole contingente (Compagnia speciale) che potevano essere impiegati nei servizi di prevenzione sul territorio considerato il particolare periodo che da tutti viene indicato come “delicato” sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica ove i servizi sul territorio agiscono come deterrente alla criminalità organizzata» e quindi, dopo aver rilevato che «anche i Carabinieri durante dette festività hanno diritto di un minimo periodo di licenze ma ciò non è stato possibile poiché ne è stata preclusa la possibilità» ed ancora che «si deve avere parità di trattamento tra le Forze dell'Ordine laddove si consideri che il C.A.R.A.e C.I.E. sono riconducibili direttamente al M.I. (n.d.r. Ministero dell'Interno) e tramite Prefettura di Crotone gestiti (per tali ragioni tra l'altro ne è stato precluso l'accesso a questo Organo di Rappresentanza)» e «ATTESO che nel corrente mese si celebreranno le festività “Pasquali”, ci si augura che anche i Carabinieri abbiano la possibilità di fruire di periodi di licenza e che i servizi siano ripartiti con equità» i membri del Co.Ba.R. deliberano a maggiornanza  «di richiedere al comandante della Legione Gen. B. Andrea Rispoli, un Suo autorevole intervento al fine di evitare che possano ripetersi analoghe incresciose situazioni nell'ottica del benessere del personale» e di portare a conoscenza del fatto anche il massimo organo della rappresentanza - il Co.Ce.R - «al fine di scongiurare che per il futuro il Ministero dell'Intero veda solo nell'Arma dei Carabinieri la Forza di Polizia che deve espletare i servizi di O.P. che per legge sono prevalentemente devoluti alla P.d.S. (n.d.r. Polizia di Stato)». Per concludere, il Cobar dei carabinieri chiede anche che il documento approvato sia trasmesso a tutte le stazioni e comandi dell'Arma presenti sul territorio della Calabria.

Le reazioni dei Sindacati di Polizia.

Francesco Suraci, Segretario Generale Silp CGIL Calabria, interpellato sulla questione mi ha mandato la seguente nota che sicuramente merita di essere riportata integralmente: «Ho letto con particolare attenzione la delibera 383 del 4 marzo 2016 con la quale il CoBaR Calabria dei Carabinieri, nel denunciare la mancata concessione di un periodo di licenza per i Carabinieri impegnati nei servizi connessi al mantenimento del CARA e del CIE di Crotone durante lo scorso periodo natalizio, afferma, utilizzando termini che forse avrebbero meritato una maggiore riflessione prima di essere messi nero su bianco, che in quel periodo “i Carabinieri erano a lavoro mentre la Polizia era in vacanza”. E’ evidente – prosegue Suraci - che come dirigente sindacale del Silp CGIL, ruolo nell’ambito del quale ho sempre affrontato le tematiche generali legate all’ordine ed alla sicurezza pubblica ed alla tutela generale del lavoratore delle forze dell’ordine con equilibrio ed in un ottica che ricomprendesse non solo la Polizia di Stato ma tutte le forse dell’apparato sicurezza comprese quelle non sindacalizzate, non posso che solidarizzare con quei colleghi Carabinieri a cui non sarebbe stato riconosciuto il diritto di fruire di un periodo di licenza durante le festività natalizie, ciò auspicando che per il futuro il Comando della legione Carabinieri Calabria sia in grado di porre in essere un’adeguata rotazione dei lavoratori li impiegati affinché sia possibile per ciascuno di essi la fruizione della licenza, ma allo stesso tempo non posso consentire che vengano veicolate tra i lavoratori della categoria informazioni totalmente fuorvianti così com’è quella che emerge dalla delibera CoBaR, ovvero la gratuita affermazione secondo la quale durante le festività natalizie, mentre gli altri lavoravano, la “Polizia era in vacanza”. Ben lungi da me l’intenzione di innescare c.d. lotte di classe o sterili polemiche tra appartenenti allo stesso Comparto – precisa il responsabile del SILP _CGIL Calabria -, al contrario penso che i problemi comuni sul piano dei diritti e delle tutele “sindacali” vadano affrontati organicamente, ma è evidente che anche durante le tutte festività, ivi incluse le passate festività natalizie, i lavoratori della Polizia di Stato, insieme a quelli della Guardia di Finanza ed a quelli dell’Arma dei Carabinieri, hanno concorso e concorrono all’effettuazione dei servizi di Ordine Pubblico del CARA e del CIE di Crotone, così come lo hanno fatto in tutto il resto d’Italia. Tra l’altro – spiega Suraci - a Crotone prestano la loro attività, con stabile rotazione, i lavoratori di buona parte dei Reparti Mobili della Polizia di Stato del sud Italia. Consci di questa certezza, lasciare immaginare che la Polizia di Stato durante le festività abbia ritirato tutti i propri contingenti impegnati nei CARA e nei CIE per metterli in ferie è esercizio grave e pericoloso oltreché non veritiero. È cosa nota anche ai rappresentanti del CoBaR che quella delibera hanno votato che le Forze dell’Ordine non hanno tra le loro prerogative quella di chiudere per ferie! Un ultimo accenno vorrei riservarlo all’affermazione contenuta nella delibera e secondo la quale “i servizi di Ordine Pubblico sono per legge devoluti alla Polizia di Stato”. Voglio farlo citando l’art. 2 della L.121/81 laddove il legislatore prevede che “Il Ministro dell’Interno espleta i propri compiti in materia di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica avvalendosi dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza”: è evidente che per Amministrazione della Pubblica Sicurezza non debba intendersi solo la Polizia di Stato, ma un complesso soggetti e di enti omogeneo per funzioni di cui fanno parte anche i Carabinieri. Forse – conclude la nota del sindacalista - oggi sarebbe il caso che cominciassimo a mettere formalmente insieme questo complesso omogeneo di enti e soggetti che purtroppo molte volte, forse troppe, dicono le stesse cose parlando lingue diverse e non riescono capirsi, avviando un confronto serio sulla razionale necessità di unificare le Forze di Polizia a competenza generale così com’è nel resto dell’Europa.».

Gianni Tonelli, Segretario Generale del SAP, ha invece preferito intervenire personalmente sulla vicenda scrivendomi: «Non riesco a capacitarmi relativamente ad una affermazione totalmente priva di fondamento e, soprattutto, mi sfugge il reale scopo di quanto dichiarato. Forse si cerca di lenire il malcontento dei rappresentati sollevando sterili questioni e attizzando inutili campanilismi allo scopo di distrarre l'attenzione dai reali problemi che rischierebbero, se trattati, di urtare la suscettibilità di qualcuno? Il CO.BA.R. della Calabria dovrebbe esprimersi su tutto ciò che compromette la sicurezza e la qualità della vita sul posto di lavoro dei carabinieri, dai tagli agli organici, agli equipaggiamenti, alle condizioni e pulizie dei locali per finire ai tagli stipendiali dovuti al blocco dichiarato illegittimo del contratto e non ancora rinnovato. Queste e mille altre sarebbero le questioni degne di essere attenzionate dalle rappresentanze di base dei carabinieri ma pare proprio che nel tentativo di eludere tali doveri stia la ragione dei contenuti del documento in questione.».

Il silenzio dell'Arma. 

A questo punto l'attento e affezionato lettore si starà sicuramente domandando se in merito a questa singolare presa di posizione dei rappresentanti dell'Arma i vertici della Forza armata abbiano rilasciato qualche dichiarazione per chiarire o per stemperare gli animi. Ebbene, no. Il Comando Generale dell'Arma dei carabinieri, tramite il responsabile del suo ufficio stampa, mi ha comunicato che né loro né il Comando della Legione Carabinieri Calabria intendono rilasciare dichiarazioni in merito a questa particolare vicenda.

Quella dell'Arma è una scelta che rispetto ma che, personalmente, ritengo profondamente sbagliata. Si fa un gran parlare di trasparenza e di amministrazioni come case di vetro e, in merito alla questione “sicurezza” - che e forse l'aspetto che maggiormente interessa l'opinione pubblica - della continua ricerca di collaborazione e coesione fra le diverse forze di polizia, eppure, oggi, ogni dichiarazione rischia di apparire vuota e priva di quella concretezza a cui i carabinieri ci hanno sempre abituato. Il silenzio dell'Arma rischia di esporre tutti i suoi appartenenti alle giuste critiche dei poliziotti: l'effetto contrario a quello sperato. 

Le tre domande che attendono una risposta.

Da semplice cittadino quale sono avrei preferito avere delle risposte alle tre semplici domande che ho inviato nei gironi scorsi al comandante della Legione Carabinieri Calabria e che riporto in questo articolo nella speranza che la ragione e il rispetto reciproco che sembra essere venuto a mancare nei confronti della Polizia di Stato delle regole prenda il sopravvento.

1) “Generale Rispoli sembra che tra i suoi carabinieri e la Polizia di Stato in questo momento ci siano alcuni problemi. È vero quanto affermano nella delibera oppure è il frutto di una errata valutazione dei fatti?”; 

2) “Facendo i conti, avendo ben presente i costi della rappresentanza militare, l'approvazione della delibera che punta il dito contro la Polizia di Stato sarebbe costata ai contribuenti più di 2000 euro tra indennità e rimborsi pagati ai membri del Cobar. Era proprio necessario spendere tutti questi soldi per trattare un argomento, l'impiego del personale, che è comunque sottratto alle competenze dell'organo di rappresentanza e che rischia seriamente di compromettere i buoni rapporti con la Polizia di Stato?”;

3) “Non crede sia opportuno che il Consiglio di Base della rappresentanza porga le sue scuse ai poliziotti e in particolare a coloro che hanno passato le vacanze natalizie in servizio presso i C.A.R.A. e il C.I.E. di Isola capo Rizzuto?”.