Giochi Mondiali Militari in Brasile, per l'Italia partecipare è una sconfitta: ma il governo se ne vanta

In questi giorni la questione dei Giochi Mondiali Militari in corso in Brasile, dove un tal Cesare Battisti si sta godendo felicemente la sua ritrovata libertà, ha dato vita a una frenetica attività di comunicazione e propaganda ad opera dell'"Ufficio Stampa remoto" di Ignazio BENITO Maria La Russa, il ministro della difesa. I roboanti comunicati di apprezzamento del ministro per gli ottimi risultati sportivi conseguiti dagli atleti militari hanno trovato un notevole spazio su un certo tipo di testate decisamente allineate e coperte, messe quasi in riga, mentre invece chi al caso ha voluto dare l’importanza che merita si è limitato a pubblicare delle “brevi”, e tanto basta e avanza. Quelli degli atleti saranno pure dei bei successi, e certamente delle splendide soddisfazioni per chi, come loro, ha fatto grandi sacrifici per arrivare sul gradino più alto del podio, ma quello che in questi giorni gli si sta chiedendo e di dover anche sopportare anche il peso dello squallido giochetto che il Ministro ha voluto imbastire sulla loro partecipazione ai mondiali brasiliani.

L'appagamento - quello degli atleti - sta tutto in quel piccolo passo che li porta a salire sul gradino più alto ma a ben vedere, in questo particolare caso, quella momentanea gioia rischia di essere solo il rovescio della medaglia, insomma il lato su cui è incisa la data. L’altro lato, quello più ammirato, quello che la propaganda del Ministro vuol far vedere, quello a cui la campagna pubblicitaria di regime vuole attribuire il massimo significato è, e neanche tanto velatamente, che ogni vittoria sportiva sia intesa “erga omnes” come politica: una sorta di rivincita per la mancata estradizione di un terrorista. Insomma, settimane di polemiche per il tremendo calcio in bocca che l’Italia ha ricevuto dal Brasile con il “caso Battisti”, sembrano essere svanite nel nulla. I “partecipiamo, ma, non so, forse, vedremo, valuteremo” pronunciati dal solerte e quanto mai contraddittorio Ministro della difesa ora sembrano solo quello che erano e come realmente dovevano essere intese fin dall’inizio: chiacchiere da bar dello sport.

Un comportamento quello di La Russa, ministro e politico, che avrà fatto venire in mente a molti che “s’è consolato co l’ajetto”. A lui il vanto per le medaglie conquistate dagli atleti militari, a Battisti la libertà e al Brasile la soddisfazione di aver piegato il Governo italiano. A La Russa le medaglie infondono un’irrefrenabile voglia di comunicare la sua gioia nel tentativo di sopprimere la rabbia per la cocente sconfitta sul piano politico e lo confondono a tal punto da non riuscire a nascondere il maldestro tentativo di strumentalizzazione di una banale questione fra arbitri con cui ha cercato di far apparire un semplice errore tecnico come una genuflessione alle nostre ragioni, senza tuttavia rendersi conto che la coda di paglia che brucia non è quella dei brasiliani ma la sua.

Certo, però, che è una magra consolazione per i familiari delle vittime di Battisti che ancora non trovano pace. A loro sicuramente le parole di La Russa che parla del comportamento degli arbitri di gara accostandolo pericolosamente, e forse anche ingenuamente, alla questione della mancata estradizione del terrorista saranno risuonate come l’ennesimo schiaffo in faccia e alle medaglie di latta avrebbero certamente preferito la visione dell’assassino dei loro cari dietro le sbarre, quelle delle patrie galere. Anche in questo caso, forse ma vorrei sperare il contrario, al Ministro rimane difficile comprendere la differenza che passa tra il gradino più altro del podio di uno stadio e la sconfitta subita da lui e dal suo Governo.

Una sconfitta che il Governo Italiano ha inferto a tutte le Vittime del terrorismo, a tutti gli Italiani, facendola apparire come lucenti medaglie di latta. A mio avviso quelle medaglie sono la sconfitta di una classe politica, una delle tante. A questo punto bastava un po di coerenza e non partire, i nostri atleti militari avrebbero capito e un podio per loro sicuramente lo avrebbero trovato nel cuore di tutti gli italiani.