Caso Marò: l'India protesta contro l'Italia sulla procedura di arbitrato. La professoressa Angela Del Vecchio: “per l'arbitrato non serve il consenso dell'India.”

Nei giorni scorsi le agenzie di stampa italiane hanno rilanciato la notizia secondo la quale fonti di stampa indiane hanno riferito che il ministero dell'Interno indiano intende chiedere a quello degli esteri di presentare una protesta al tribunale di arbitraggio internazionale per sostenere che l'Italia ha “abusato del processo legale” nel caso dei due fucilieri di Marina, intervenendo in quella sede senza aver esaurito prima le opzioni legali disponibili in India come richiesto dal diritto internazionale.

La professoressa Angela Del Vecchio, ordinario di Diritto dell’Unione europea presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università LUISS Guido Carli di Roma, dove insegna anche Diritto internazionale progredito, ha spiegato a Tiscali che in realtà si tratterebbe di una notizia non corretta e distorta dalla mancata comprensione da parte del giornalista della natura e delle dinamiche che regolano l'arbitrato internazionale che è obbligatorio e che non richiede il consenso dell'India che vi può partecipare nominando un suo “arbitro” nei termini previsti. Diversamente il presidente del Tribunale internazionale che ha sede ad Amburgo deciderà autonomamente la composizione del collegio giudicante. Riguardo alla decisione del governo italiano di avviare soltanto nei giorni scorsi la procedura di arbitrato la Professoressa Del Vecchio ha commentato: “sono stati due anni e mezzo sprecati.”.