Check Point "Pasta", per non dimenticare: intervista con Gianfranco Paglia

Mogadiscio, Somalia, è il 2 luglio 1993 la battaglia del Check Point "Pasta" si è conclusa. I militari italiani lasciano sul campo 3 morti e 36 feriti. Quel giorno le forze italiane, divise in due colonne meccanizzate avevano il compito di effettuare un rastrellamento alla ricerca di armi nel quartiere Haliiwa, a nord di Mogadiscio. I nomi dei tre militari italiani caduti in combattimento sono: Andrea Millevoi, Sottotenente del reggimento Lancieri di Montebello, Stefano Paolicchi, Sergente Maggiore del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" e Pasquale Baccaro, Caporale del 186º Reggimento paracadutisti "Folgore". Tutti i caduti furono insigniti della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale dei militari italiani impegnati nella missione di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite, denominata "IBIS" venivano attaccati con armi da fuoco da miliziani somali. Gianfranco Paglia, allora sottotenente - oggi è in servizio col grado di tenente colonnello presso la Brigata bersaglieri "Garibaldi" - quel giorno era presente, prese parte al combattimento e rimase gravemente ferito.

Per quei fatti Paglia è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare con questa motivazione: «Comandante di plotone paracadutisti, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell'ambito dell'operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183º rgt. Par. "NEMBO" al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai miliziani somali, con perizia ed intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell'abitato. Dopo aver sgomberato con il proprio veicolo corazzato alcuni militari feriti, di propria iniziativa si riportava nella zona del combattimento e, incurante dell'incessante fuoco nemico, coordinava l'azione dei propri uomini, contrastando con l'armamento di bordo l'attacco nemico. Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco si sporgeva con l'intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro dei cecchini che lo colpivano ripetutamente. Soccorso e trasferito presso una struttura sanitaria di Mogadiscio, reagiva con sereno e virile comportamento alla notizia che le lesioni riportate gli avevano procurato menomazioni permanenti. Chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d'animo. Mogadiscio, 2 luglio 1993».

Tiscali ha intervistato il tenente colonnello Gianfranco Paglia per ricordare quell'evento che a distanza di 22 anni è ancora vivo nella memoria di quelli che vi parteciparono.