E io pago … la Marina militare vuole altri 5 miliardi per raccogliere "monnezza" nel Mediterraneo

l'ammiraglio De Giorgi in una foto di repertorio

L'ammiraglio al comando della flotta italica Giuseppe de Giorgi nel corso di una lunga intervista pubblicata qualche giorno fa dal Corriere della Sera è tornato nuovamente a battere cassa. Con la legge di stabilità del 2014 (n. 147 del 27 dicembre 2013) l'allora governo Letta finanziò con ben 5.427.908.654,00 €. la Marina militare “al fine di assicurare il mantenimento di adeguate capacità nel settore marittimo a tutela degli interessi di difesa nazionale e nel quadro di una politica comune europea, consolidando strategicamente l’industria navalmeccanica ad alta tecnologia” (art. 1 comma 37). infatti, come dichiarato dallo stesso Capo di stato maggiore della Marina militare due anni fa, quando fu nominato comandante della Forza armata si prodigò per spiegare alle commissioni Difesa di Camera e Senato che la nostra flotta è vecchia e che, secondo lui delle 60 unità in servizio 50 andranno in disarmo a breve (i numeri della navi in dismissioe furono contestati come non veritieri da più parti politiche ed esperti del settore) .

L'ammiraglio non si accontenta di quei 5,4 miliardi (guarda caso la cifra corrisponde esattamente al risparmio ottenuto con il taglio di 41 aerei F-35 fatto dal Ministro della difesa, ammiraglio Di Paola, nel 2012) e rivela che «Quella somma serviva a realizzare la prima parte del programma di rinnovamento. Ci vogliono altri 5 miliardi per dare alla Marina una capacità navale adeguata a svolgere gli impegni del Paese.» L'ammiraglio vuole anche altri sommergibili come se dovessimo prepararci a giocare ad una tragica battaglia navale «l'Italia non può rimanere con soli 4 sommergibili, perfino la Grecia ne ha di più, per non parlare della Turchia che ne schiera 14.» ma le manie di grandezza del capo di tutti i marinai non hanno limiti «Per mantenere il livello ottimale della flotta - spiega al Corriere della Sera - si dovrebbero costruire tre nuove navi all'anno. Vorrei anche dotarle di piccoli droni utili per la sorveglianza marina».

L'ammiraglio sa che per trovare “amici” che in questi tempi di crisi sostengano la sua richiesta di oltre 10 miliardi complessivi deve far breccia non solo nel cuore dell'industria e della politica, a cui spiega che «5 ritornano allo Stato come tasse, ne aggiungiamo altri 2,4 di cassa integrazione risparmiata se l'industria lavora a pieno ritmo, e infine consideriamo i punti di Pii generati.», ma anche degli ambientalisti e quindi si spinge a sfoggiare tutto il suo interesse (disinteressato) per la questione inquinamento prodotto dalle tante navi mercantili che gironzolano per il Mediterraneo dove ricorda che «le correnti hanno radunato enormi quantità di rifiuti di plastica, si sono formate 5 grandi isole, sono fonte di virus e va studiato come distruggerle».

L'ammiraglio non ha fatto i conti con le tasche dei cittadini contribuenti che sono state svuotate già da molto tempo. Per quanto riguarda la "mondezza" non c'è bisogno di spingersi a cercarla nel mediterraneo, qui in Italia ne abbiamo in abbondanza ovunque e di tutti i tipi. Adesso è tutto chiaro. E io pago......