Presidente Napolitano, lo sa che La Russa ci ha reso complici di futuri assassini?


Fa un caldo bestiale. Faccio zapping tra un canale di notizie e l’altro mentre mi scorrono davanti le agenzie stampa della giornata. Un susseguirsi di fatti deprimenti, una manovra finanziaria dove non fa più neanche notizia la questione che nella bozza c’è anche il processo breve per salvare il solito premier e le solite liti da cortile fra politicanti da prima Repubblica. Una noia totale se non fosse stato per l’allegorico intervento del Ministro La Russa al question time sulla perdita del controllo del nostro spazio aereo dove ha dato l’ennesimo esempio di essere prono agli interessi americani, lodandosi e autoincensandosi nel tentativo - mal riuscito - di spiegare la sua vittoria di Pirro.

Ad un tratto lo sguardo  è finito sul titolo di un lancio di agenzia:  Libia: ministro Cnt, pronto commando per assassinare Gheddafi. Per un attimo ho pensato di aver letto male a causa dell’abbiocco pomeridiano. Invece no: il testo del comunicato recita “potremmo predisporre un commando militare il cui compito sarà quello di assassinare Muammar Gheddafi". E' quanto ha annunciato il ministro della Giustizia del Consiglio nazionale transitorio libico, Mohammed Ibrahim al-Alaqi, in un'intervista al giornale arabo al-Hayat. "Stiamo preparando un commando per assassinarlo - ha affermato - e prevedo che potremmo celebrare la cerimonia funebre per il suo cadavere entro poche settimane". L'esponente dei ribelli libici ha inoltre aggiunto che il Cnt "è intenzionato a rendere esecutivo il mandato di cattura emesso dal Corte Penale Internazionale nei confronti di Gheddafi".  

Ho riletto diverse volte la nota di stampa  nella speranza di aver preso fischi per fiaschi, ma ogni volta il suo  significato non è mai cambiato: “uccidere Gheddafi”. Non vi nego che il mio primo pensiero è stato “Accidenti, ma allora stiamo facendo la guerra per proteggere civili libici al fianco di assassini al pari del dittatore libico?”. Com’è possibile che il nostro caro Presidente della Repubblica, quello stesso che già ha fatto l’errore di assecondare le mire colonialistiche di “Ignazio” permettendogli di superare i limiti stabiliti dalla Costituzione non si sia accorto che i ribelli adesso non sono più le vittime ma potrebbero diventare i mandanti di un assassinio che non ha nulla da invidiare a quelli perpetrati dal Rais. Quello stesso dittatore cui i nostri governati solo lo scorso anno baciavano l’anello e gli offrivano amicizia e parate militari.

Ma che razza di Paese è questo? Ma un po di coerenza per diamine! Non solo la Costituzione è stata ridotta a carta straccia, da un manipolo di lobbisti e faccendieri senza scrupoli che conteggiano le vittime di ogni bomba come il trascurabile effetto del business, ma adesso che è chiaro il motivo dell’aggressione alla Libia che non è più quello di difendere i civili inermi dalle follie di Gheddafi, ma è uccidere lo stesso Gheddafi . Gli interessi economici rendono trascurabile anche la complicità con dei potenziali assassini? Suvvia Presidente Napolitano, adesso che è chiaro il motivo dell’intervento contro la Libia non ci venga più a dire che la guerra è necessaria e umanitaria e il prossimo 6 luglio, nella riunione del Consiglio Supremo di difesa che presiede, ma dove evidentemente decidono altri, faccia valere la sua autorevolezza e ponga fine a questo scempio di legalità che sta portando l’Italia verso il baratro.