Cocer: alberghi, viaggi e ristoranti a spese del contribuente

È semplicemente scandaloso che lo Stato Maggiore della Difesa abbia stabilito che gli unici militari ai quali l’amministrazione deve corrispondere il trattamento di missione intero o forfettario di 110 euro al giorno siano solo i delegati del Cocer.

Dopo le numerose interrogazioni parlamentari presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, per chiedere al Ministro La Russa chiarimenti e azioni in merito alle dubbie attività dei delegati del Cocer, e nonostante siano da tempo in corso delle indagini giudiziarie presso le procure militari, proprio per le ipotesi di reato di truffa e falso in fogli di viaggio, la decisione assunta dal vertice militare contrasta con l’accoglimento di un nostro Ordine del Giorno (9/3210/3) a prima firma del deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, con cui avevamo raccomandato al Governo di «adeguare e rendere omogeneo il trattamento di missione percepito dai delegati dei Consigli centrali della rappresentanza militare con quello, di aggregazione per vitto e alloggio presso le strutture militari, effettivamente percepito dal restante personale delle Forze armate».

Personalmente ho sempre sostenuto che le rappresentanze militari, oltre ad essere totalmente inutili e illegittime perché in regime di proroga, costano 40 milioni di euro all’anno e che gli interessi dei delegati del Cocer sono solo quelli personali e non quelli del personale. Infatti, nel messaggio diramato dalla Difesa si legge che «per i delegati dell’Organismo Centrale di Rappresentanza militare (COCER) comandati in missione, stanti la peculiarità del mandato e l’esigenza di assicurare omogeneità di trattamento in ambito interforze, è escluso il ricorso all’istituto dell’aggregazione presso strutture logistiche dell’amministrazione della Difesa per il vitto e l’alloggio».

È evidente la posizione assunta dal Ministro della difesa che sull’argomento tace e preferisce continuare a garantire ai soli delegati del Cocer i fondi necessari per pagare alberghi, ristoranti e indennità, mentre taglia sulle missioni della truppa che può anche accontentarsi di alloggi fatiscenti e mense piene di escrementi di topi e uccelli come quelli della cittadella militare della Cecchignola a Roma. Mi sembra solo il caso di ricordare che proprio a seguito del silenzio del Ministro sulle nostre interrogazioni, quest’ultime ora sono al vaglio della Procura Ordinaria presso il Tribunale penale di Roma perché siano accertati i tanti e gravissimi fatti che abbiamo segnalato in merito alle attività dei Cocer.

E' chiaro che a questo punto l'avvento del sindacato anche per i militari mi sembra la soluzione più ovvia se si vuole affrontare il problema solo dal punto di vista dei costi perché in questo modo, oltre a soddisfare  le pressanti richieste di maggiori diritti della truppa, sarebbero le stesse rappresentanze sindacali ad auto-finanziarsi con i proventi dei tesseramenti (come di fatto avviene per i sindacati delle Forze di Polizia) senza quindi gravare ulteriormente sulle casse dello Stato e inoltre si eviterebbero molte delle indagini che oggi impegnano le Procure militari e ordinarie.

 

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