2 giugno 2011: non è stata una festa per tutti

Come ogni anno si è svolta la solita parata militare, ma questa volta in una Roma super controllata da migliaia di poliziotti e carabinieri perché allo spettacolo hanno assistito anche 41 capi di stato e numerose delegazioni straniere: tutti ospiti del contribuente.

Il giorno dopo i quotidiani hanno pubblicato articoli pieni zeppi di dichiarazioni dei membri del Governo tra cui non sono mancate quelle di La Russa, il Ministro della difesa, che sicuramente è stato il primo a congratularsi con se stesso per il magnifico spettacolo offerto agli illustri ospiti.

Lo scorso anno l’evento è costato 3,5 milioni di euro e gli italiani - in particolare i romani -ne avrebbero volentieri fatto a meno con la crisi economica che si fa sempre più pesante nonostante l’ottimismo dei politicanti del Governo che sembrano aver già dimenticato i tagli di bilancio che lo scorso 30 luglio 2010 hanno introdotto con la manovra finanziaria che definire lacrime e sangue è sempre poco.

 3,5 milioni di soldi pubblici che nel mare degli sprechi forse rappresentano l’infinitesima parte del malloppo che ogni anno viene sottratto dalle tasche degli italiani per finire in quelle degli amici degli amici o in costosissime opere e progetti di nessuna utilità ne pratica ne sociale.

Quest’anno il 2 giugno forse ci costerà anche qualche cosa in più a causa degli illustri ospiti e delle eccezionali misure di sicurezza che si sono rese necessarie; spese che mal si conciliano con il recente monito della Corte dei Conti circa la necessità di risparmiare almeno 40 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Sicuramente a molti verrà spontaneo domandarsi se non sarebbe stato meglio celebrare la ricorrenza senza sfarzi e fanfare come quando, prima del 2 giugno 2001, quello era lo stesso un giorno di festa ma senza nessuno che poi ci avrebbe presentato il conto.

Questi soldi sarebbero potuti servire per finanziare la ricerca o l’istruzione, le attività sociali di assistenza agli anziani  e ancora molto altro, senza contare i disagi e quindi i costi che hanno dovuto sostenere il comune di Roma e i cittadini romani.

Sicuramente non è stata una festa gradita a quelli che sono stati costretti a sfilare davanti ai rappresentanti di un Governo che continua sadicamente a prenderli a calci nel culo a forza di propaganda e promesse che non sono mai state mantenute. Forse gli appartenenti alle forze armate e di Polizia, dei Corpi armati e civili dello Stato, quelli che hanno garantito la sicurezza e controllato l’intera citta nel giorno della “festa2 e nei giorni che l’hanno preceduta, non vedranno mai ripagato il loro impegno  o gli straordinari che hanno fatto, spesso in condizioni veramente al limite della sopportazione perché costretti a svolgere turni massacranti.

Ma soprattutto il 2 giugno non è stata la festa dei 2727, militari, poliziotti e appartenenti ai Corpi armati e civili dello Stato, che hanno contratto gravi malattie a causa del servizio prestato ed ora sono abbandonati a se stessi e alla loro malattia. Non è stata la festa di quelli che sono morti e il cui numero non è mai stato accertato e nemmeno per i 143 militari che dal 1952 ad oggi sono caduti nelle missioni di pace e nelle guerre mascherate.

Non credo lo sia stata neanche per le 1340 vittime del dovere che nonostante risultino incluse nell’elenco ufficiale sono sempre più spesso dimenticate. Il 2 Giugno doveva essere la festa di tutti; così non è stato, loro non sono stati ricordati, sono i militi noti, le vittime del dovere del servizio e dello Stato.

?