Carlo d'Inghilterra, il principe contadino: curo le mie pecore con l'omeopatia

Il Principe Carlo d'Inghilterra

C’è una battuta del principe Carlo d’Inghilterra – inzuppata, come un biscotto da tè, nello humour tipicamente inglese – che ben descrive, allorquando il figlio di Elisabetta II, anni fa, iniziò a parlare di biologico, l’ipocrisia di certi ambienti: “Gli esperti sono stati molto gentili in mia presenza, ma si può solo immaginare, una volta lontani dagli occhi, ciò che hanno realmente pensato su questa mia ultima dimostrazione di squilibrio mentale. Ma abbiamo iniziato con la conversione di 30 ettari a coltivazione biologica”. E fu schernito anche quando confessò di “parlare” con le sue piante. Ma lui, erede al trono della monarchia più longeva al mondo, è andato avanti, immaginando, complice il suo amore per il bucolico instillatogli dalla Regina Madre, un mondo rurale diverso, lontano dalle pratiche tradizionali.

Il suo regno contadino è, oggi, la Duchy Home Farm, 700 ettari nella campagna di Cotswold, poco vicino Tetbury. La fattoria fa parte della tenuta di Highgrove, nella contea del Gloucestershire, a due ore da Londra. A Highgrove c’è la dimora del Principe, una villa georgiana del Settecento dove vive con la consorte, la Duchessa di Cornovaglia, Camilla Parker Bowles, e dove un tempo viveva con Diana Spencer, sua prima moglie. Highgrove è famosa, in particolare, per i giardini, che il Principe ama curare personalmente, assistito dalla sua corte di giardinieri.

Era il 1986 quando, invece, pensò di convertire la fattoria del Ducato di Cornovaglia in un’azienda biologica e sostenibile, chiedendo a David Wilson di “mettere in pratica” le sue “visioni ecologiche”. David Wilson, da più di trent’anni al suo fianco, è ancora oggi il farm manager della Duchy Home Farm. Wilson, che aveva studiato Agraria e che aveva a lungo praticato l’agricoltura tradizionale, dopo la nascita dei suoi due figli, aveva ripensato le sue visioni su cibo e salute. La storia di Wilson e del Principe Carlo è diventata nel 2013 un film, The Farmer and His Prince, per la regia di Bertram Verhaag, che con la sua DENKmal – Film Verhaag ne è anche il produttore. Fra i protagonisti, anche l’attivista e scienziata indiana Vandana Shiva, insignita nel 1993 del Right Livelihood Award – il Premio per la Pace alternativo – per il suo impegno nella protezione ambientale, i diritti delle donne e la sostenibilità; Rita Auma Obama, kenyota di Nairobi, germanista, sociologa, giornalista, autrice e sorellastra dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama; quindi Hartmut Vogtmann, studi di Agraria e Scienze dell’Alimentazione al prestigioso ETH di Zurigo, nel 1981 professore di Agraria a Kessel, in Germania, dove guiderà la prima cattedra tedesca di agricoltura sostenibile, e dagli anni Ottanta consigliere del Principe di Galles.

Le pratiche verdi del principe contadino sono ormai leggenda: ama sporcarsi “le mani con la terra” ha scritto di lui la giornalista, scrittrice e blogger Marina Minelli, fondatrice del primo sito italiano dedicato alla storia e alla cronaca delle famiglie reali, raccontando che nella “sua cucina entrano solo prodotti biologici”, in particolare del suo orto, che “gli scarti diventano compost”, che il Principe, che “ricicla l’acqua piovana”, ha investito in energie rinnovabili, optando per “pompa a calore geotermico, stufa a pellet e pannelli solari”. Il Principe usa anche la fitodepurazione e materiali da costruzione “ecologicamente sicuri”. Nella sua fattoria, con orto biologico e dove i campi sono coltivati a orzo, mais, e frumento, ci sono bovini pregiati come gli Aberdeen Angus, pecore delle Ebridi e maiali originali inglesi: un tentativo per preservare razze autoctone a rischio estinzione.

Davanti al passo carraio della fattoria un cartello avvisa i visitatori: “Attenzione: state per entrare in una zona franca OGM”. Tutta la zona è un vero e proprio “paradiso naturale”: uccelli rari, farfalle, pipistrelli, insetti, rettili, mammiferi, mentre una “fauna selvatica benefica” protegge piante e colture contro i parassiti. Nella fattoria ci sono anatre, oche, polli, tacchini, pavoni, cani, gatti, che vivono a fianco di conigli selvatici, ricci e fagiani, mentre i campi sono delimitati da una “striscia colorata” di fiori e piante che forniscono una “grande varietà di nutrimento per le api”.

La ricerca della sostenibilità ha anche portato il Principe ad abbracciare, per la cura dei suoi animali, l’omeopatia. Parlando, il 12 maggio 2016, alla Royal Society di Londra, ad un summit sulla resistenza agli antibiotici – Global Leaders Conference on One Health and Antimicrobial Resistance – il Principe, contrario all’uso degli antibiotici “anche in animali sani”, ha spiegato che cura le sue mucche e le sue pecore con l’omeopatia: Non potremmo escogitare sistemi più efficaci, riservandoci l’uso degli antibiotici solo quando pienamente giustificato dalla gravità della malattia? ha detto, rivolgendosi a ministri, funzionari ed esperti mondiali di salute umana e animale, spiegando che da tempo tenta di liberarsi di medicinali, pesticidi, fertilizzanti e altri prodotti chimici e che questa è una delle ragioni se trent’anni fa ha deciso di darsi all’agricoltura biologica, rivendicando ora il successo dei trattamenti omeopatici per il “nostro bestiame”. Il Principe, rivolgendosi agli ospiti, ha anche denunciato l’abuso degli antibiotici su esseri umani nelle zone più povere del mondo.

Un uso smodato che fa il gioco delle case farmaceutiche e che, nel caso della zootecnia, come spiegato da un rapporto commissionato da Downing Street, la somministrazione negli animali sani è ormai uno strumento di prevenzione oltre che una scorciatoia per “accelerare il loro aumento di peso”.

 

Abbiamo parlato di:

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Highgrove Website

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Duchy of Cornwall Website

David Wilson Scheda

The Farmer and His Prince Website Trailer

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Vandana Shiva Scheda

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Rita Auma Obama Scheda

Hartmut Vogtmann Scheda

The Royal Society Website Twitter Facebook Pinterest LinkedIn

Global Leaders Conference on One Health and Antimicrobial Resistance – Discorso del Principe Carlo d’Inghilterra Testo Video

Antimicrobials in agriculture and the environment: reducing unnecessary use and waste Rapporto