Salviamo le api: la petizione di Greenpeace Italia contro pesticidi e droni impollinatori

Le api rischiano l’estinzione e anche se le cause sono note – pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie, cambiamenti climatici –, c’è chi pensa di sostituirle direttamente con droni telecomandati. Un’idea nata nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie Industriali Avanzate di Tsukuba, in Giappone, dove si lavora a robot impollinatori “progettati” denuncia Greenpeace Italia “per rimpiazzare api e farfalle”. Di certo una soluzione fredda: “Riesci a immaginare un mondo dove sciami di droni telecomandati volano di fiore in fiore e con la loro pancia pelosa catturano il polline, provando a sostituirsi alle api ormai estinte?”

Greenpeace Italia ha pertanto lanciato una petizionequi il link – per chiedere al governo italiano e alla Commissione Europea di vietare l’uso di pesticidi dannosi per le api oltre che per l’ambiente: “Nel 2013 la Commissione Europea ha proibito temporaneamente determinati usi di alcuni pesticidi neonicotinoidi che, secondo una valutazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), sono responsabili del declino delle api e di altri insetti impollinatori. Nel 2017 l’Europa e i Paesi membri decideranno se mantenere, estendere o annullare il bando europeo”.  Via pertanto certi pesticidi e più finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche: “L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile! Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare”.

Le api, infatti, sono importanti perché, oltre a produrre miele, svolgono un ruolo fondamentale nella produzione alimentare: “Un terzo del cibo che mangiamo (ad esempio zucchine, albicocche, mandorle, coriandolo, olio di colza e molti altri alimenti) dipende dalla loro opera di impollinazione”.

Insomma, più “insetti veri” nei campi e mai più veleni nei nostri piatti.

 

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