"Violentata in caserma da un carabiniere". Sesso con una prostituta: arrestato brigadiere che adesca una 16enne e viene incastrato dai video amatoriali nel pc

Indagine-choc nel cuore dell’Arma. Un brigadiere dei carabinieri è stato arrestato per aver violentato una prostituta spagnola nella caserma di una piccola stazione a pochi chilometri da Perugia. Il militare, 53 anni, è anche accusato di aver fatto sesso con una giovane affetta da problemi psichici, alla quale avrebbe perfino versato denaro per ottenere rapporti sessuali, e di aver adescato una sedicenne millantando amicizie nel mondo dello spettacolo. L’indagato, detenuto agli arresti domiciliari, è stato sospeso dal servizio nel corso di un’indagine interna. Ad incastrarlo ci sono alcuni filmati hard rintracciati nel suo computer.

I fatti contestati risalgono al 2013 ma l’inchiesta della procura di Perugia si è sviluppata soltanto nell’estate 2015 quando una ragazzina ha raccontato di essere stata avvicinata dal brigadiere in occasione di una rievocazione storica nell’Eugubino-Gualdese. In quella circostanza l’uomo le avrebbe fatto credere di avere conoscenze importanti nel mondo della moda tantoché la studentessa ha alzato la maglietta e si è fatta fotografare in reggiseno col cellulare. Il brigadiere faceva apprezzamenti, le ripeteva che aveva tutti i requisiti per intraprendere la carriera di top-model: «Non ti manca nulla, hai un bel sedere, le ragazze che vogliono fare le fotomodelle devono imparare a spogliarsi…». Spaventata la ragazzina (assistita dall’avvocato Rosa Conti) ha voluto raccontare tutto ad un amico e poi alla madre che l’ha accompagnata a denunciare l’episodio. E’ tuttora in cura da uno psicologo.

Nel corso delle indagini – sulle quali viene mantenuto il massimo riserbo - sono spuntati altri due episodi inquietanti ai quali gli investigatori sono arrivati spulciando i files nel pc dell'indagato: il primo riguarda una lucciola ed è avvenuto nel silenzio scomodo della caserma, nel secondo c’è una giovane con problemi di inferiorità fisica e psichica. Secondo quanto ricostruito, nel maggio 2013, il brigadiere in divisa ha incontrato la straniera per questioni d’ufficio. Le ha offerto la possibilità di ‘proteggerla’ da eventuali problemi – è la ricostruzione del sostituto procuratore Michele Adragna –. Per costringerla a fare sesso senza utilizzare neppure il preservativo le ha anche prospettato eventuali ingiusti danni che sarebbero potuti derivare dalle sue attività istituzionali di carabiniere. Quindi l’ultima raccomandazione prima di lasciare la stazione: «Non dire niente di quanto accaduto, facciamo finta che noi due neppure ci conosciamo». E’ scattata l’accusa di concussione, successivamente riqualificata dal gip in induzione indebita.

Infine l’ultimo episodio, forse quello più grave che riguarda una ragazza seguita dalla Usl: la giovane è stata ingannata su ipotetici guadagni mediante la produzione di foto e video pornografici amatoriali. Incurante delle sue resistenze il brigadiere avrebbe abusato delle sue condizioni, pagando, addirittura, per indurla ad avere rapporti.

A breve il 53enne verrà interrogato dal giudice Alberto Avenoso che ha disposto la misura cautelare agli arresti domiciliari nonostante le richieste della procura che avrebbe voluto il carabiniere in carcere. L’Arma ha aperto un’inchiesta interna e il militare è stato sospeso dal servizio. Dice il suo avvocato Nicola Di Mario: «Prima di poter fare qualsiasi commento è necessario leggere l’ordinanza cautelare e valutare gli elementi sui quali si basa l’accusa».