«E' tutto finito». A Perugia padre disperato uccide i figli e si getta nel pozzo. L'assassino senza lavoro era in cura ai servizi sociali

di ENZO BERETTA

CASTIGLIONE DEL LAGO (PERUGIA) – Una mattanza. Hubert, 13 anni, e Giulia, la sorellina di 9 anni sono stati assassinati stamani dal padre Maurilio Palmerini nel casolare in cui vivevano a Vaiano, in riva al lago di Chiusi. La moglie dell’agricoltore 58enne si è salvata: nonostante un taglio alla guancia rimediato durante la colluttazione è riuscita a rifugiarsi nell’appartamento della vicina. Palmerini l’ha rincorsa col coltello, poi ha tentato di rassicurarla: «E’ tutto finito». Caterina, casalinga di origini polacche, era terrorizzata e si è barricata dentro, Maurilio ha dunque abbandonato il coltello e ha deciso di gettarsi nel pozzo dietro casa. «Ti rendi conto di ciò che ho fatto ai miei figli? Ora mi butto» sono state le ultime parole che quel padre disperato ha rivolto a Luciano, un vicino che non è riuscito ad evitare quel tuffo di almeno venti metri nel vuoto.

Il duplice omicidio-suicidio è avvenuto intorno alle 11.30 nella piccola frazione di Castiglione del lago, un borgo di 200 anime tra gli oliveti e le colline al confine tra l’Umbria e la Toscana. Maurilio soffriva di depressione e da tempo ormai era in cura al Centro di salute mentale di Magione. La mancanza di un lavoro stabile aveva innescato una serie di problemi economici che all’ex agricoltore sembravano ormai insormontabili. Soltanto poche settimane fa aveva rinunciato ad un impiego da giardiniere nel campo di baseball del percorso verde.

I carabinieri sono al lavoro per ricostruire il duplice delitto. Hubert e Giulia stamani non sono andati a scuola. Non si capisce cosa possa aver innescato la furia di Maurilio che ha impugnato un coltello da cucina e ha colpito alla gola il figlio di 13 anni che stava nel letto della sua camera. Pochi istanti più tardi è stata uccisa Giulia, nel soggiorno al primo piano di quel casolare di campagna a poco più di 300 metri dalla chiesa del paese. Caterina, la madre dei bambini, si è difesa con tutte le sue forze ed è scappata. Dal telefono della vicina ha chiesto aiuto al 118 e ai carabinieri. Era troppo tardi, purtroppo, per i piccoli.

«E’ vero – spiega una conoscente, Veronica – Maurilio soffriva di depressione ma era una persona d’oro, un uomo onesto e leale. Non riesco a dare una spiegazione a questo dramma». Con gli anni le cose, per Palmerini, erano peggiorate: quando era studente di medicina e mancavano solo pochi esami alla laurea dovette abbandonare l’università per stare vicino all’anziana madre malata. Era diventato rappresentante farmaceutico, poi il lavoro andava male e si era dovuto reinventare come operaio. I problemi di soldi si facevano sentire sempre di più. Debiti, spese, minacce di pignoramento. I paesani – spiega Giuseppe, uno dei suoi più cari amici – aiutavano a pagare le bollette, il cesto di Natale era importante come la busta della spesa.

Non ha lasciato nessun biglietto Maurilio. «Era depresso ma nulla più – dice il sindaco di Castiglione del lago, Sergio Batino – altrimenti lo avremmo saputo e saremmo intervenuti. I nostri assistenti sociali lo conoscevano e lo avevano aiutato. Ora offriremo il massimo sostegno a Caterina ma la mancanza di lavoro è un problema generale. Noi ce la metteremo tutta per aiutarla, questa triste vicenda mi addolora ancor di più perché colpisce due giovani. E’ un altro sintomo della disgregazione della società».