Mina Welby alla presentazione del video di Alessandro Errico

Mina Welby alla presentazione del video di Alessandro Errico
di Tiscali Sociale

Presentazione del videoclip ufficiale e showcase "Eppure ti dico ciao (la guerra di Piero)" di Alessandro Errico
19 Settembre ore 21.30, Teatro Arciliuto, Piazza Montevecchio, Roma

Con la gentile presenza di Mina Welby che ringraziamo per aver accettato il nostro invito. 

Eppure ti dico ciao è una canzone d’amore. Prima di tutto è questo, la storia di un sentimento totale e incondizionato che raggiunge la perfezione nel momento in cui finisce.
"Eppure ti dico ciao" è un inno alla vita, ai giorni di sole come a quelli “neri di pioggia”, ed è un inno alla felicità. Ma cos’è la vita? E cos’è la felicità?

Questa canzone e questo video raccontano, esattamente, una vita in 4 minuti. Una vita che scivola via nel tempo di una canzone, una canzone “leggera” che parla di un tema “pesante” e lo fa da una prospettiva precisa: quella del malato, l’unico che, quando si parla di eutanasia, avrebbe veramente il diritto di rispondere alla domanda che sta dietro (e davanti) tutto il dibattito tra pro e diversamente pro life: Che cos’è la vita?

Perché "Eppure ti dico ciao" è anche la storia di Piergiorgio (detto Piero) e Wilhelmine (detta Mina), loro malgrado protagonisti di un qualcosa molto più grande di loro. Alessandro ha letto alcune lettere di Piero e soprattutto ha ascoltato la voce rotta di Mina mentre lo ricordava.

Una storia d’amore incredibile, per molti versi “inspiegabile e incomprensibile” com’era il dolore secondo lui, quel dolore che nessuna macchina poteva alleviare, nessuna carezza e nessuna promessa potevano lenire. Il dolore di chi lentamente vede la vita scivolare davanti ai suoi occhi senza poterla vivere veramente, il dolore di un uomo che viveva in quello che Pavese chiamava “un mondo di pietra e di cielo”, il dolore di un ragazzo che, scoperta la sua malattia, quando ancora aveva l’uso delle gambe chiese al padre con cui andava a caccia di sparargli “un colpo in faccia” e che ha continuato tutto il resto della sua vita non vissuta a chiedere solo di morire con dignità. E avrebbe potuto farlo, come molti, nella clandestinità. Ma non l’ha fatto. E – come lei ha donato la sua vita a lui, amandolo e perdendolo ogni giorno un po’ di più ("giorni sbiaditi ad amarti per perderti") - anche lui ha voluto dare un senso alla sua non-vita lasciando un segno, iniziando una guerra per un diritto sacrosanto e inalienabile.

Ecco perché "Eppure ti dico ciao" è una storia d’amore e di guerra, “La guerra di Piero” appunto, un altro Piero non meno eroe dell’altro. Una guerra che i funerali di Vittorio Casamonica, celebrati con sfarzo e sprezzo etico proprio nella stessa Chiesa che negò il funerale con rito religioso a Piergiorgio Welby, sembrerebbero dare per persa. Per la Chiesa Welby era contro la dottrina cattolica, Casamonica no.

Roberto Vecchioni parlando de “La guerra di Piero”, la famosa canzone di Fabrizio De André che sta - non a caso - nel sottotitolo di Eppure ti dico ciao, ha fatto una sintesi fulminante e bellissima:
«Ci sono due uomini. Uno davanti all'altro. Uno spara e si salva. L'altro non spara e muore. Ma chi è che vince? Vince sempre quello che non spara. Quello che non spara è Piero, l'altro non è nessuno».

Ecco, anche "Eppure ti dico ciao" parla di Piero, un altro che, per usare le parole di De André, «ha dato la vita» ma non «ebbe in cambio una croce».
Proprio uno che non spara, ma che alla fine vince.

Abbiamo parlato di:
Associazione Luca Coscioni
Alessandro Errico - Facebook
Teatro L'Arciliuto
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