Che forma ha l’Universo? Non è piatto e infinito ma chiuso e sferico come un pallone

Uno studio, coordinato dalla dottoressa Eleonora Di Valentino del Centro di Astrofisica “Jodrell Bank” dell'Università di Manchester, mette in crisi la cosmologia. Ma non tutti sembrano esser d’accordo

Che forma ha l’Universo? Non è piatto e infinito ma chiuso e sferico come un pallone
TiscaliNews

L’Universo non è piatto come un foglio di carta ma sferico, chiuso su se stesso come un gigantesco pallone da rugby. A sostenerlo, dopo attente analisi, è un’equipe internazionale di scienziati coordinati dalla dottoressa Eleonora Di Valentino, del Centro di Astrofisica “Jodrell Bank”, presso l'Università di Manchester (Regno Unito). I risultati dello studio, ripresi dai più importanti giornali scientifici del pianeta, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Nature Astronomy, e ora mettono in crisi l'attuale teoria cosmologica, costringendo il mondo scientifico ad un "ripensamento drastico". Con la Di Valentino anche il professor Alessandro Melchiorri, dell'Università Sapienza di Roma e il dottor Joseph Silk, dell'Istituto di Astrofisica di Parigi. “I dati - si legge nel documento - favoriscono un Universo chiuso, con una certezza pari al 99 per cento, anche se vi sono altre prove che suggeriscono una estensione piatta, come un normale foglio di carta”.

L’ipotesi, evidenziano gli scienziati, troverebbe conferma in una serie di anomalie rilevate nei dati sulla radiazione cosmica di fondo raccolti dal satellite Planck dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel 2018. Stando a quanto riportato su Nature Astronomy, la radiazione cosmica di fondo è risultata essere più intensa del previsto… Un dettaglio? Niente affatto. La gravità avrebbe piegato le microonde della radiazione cosmica di fondo in modo decisamente insolito, più di quanto possa esser spiegato con l’attuale modello in uso.

Secondo Antony Lewis, cosmologo dell'Università del Sussex e membro del team Planck che ha lavorato all’analisi dei dati presi in esame da Di Valentino, Melchiorri e Silk, il risultato ottenuto dall’equipe internazionale è “solo un colpo di fortuna dovuto alla statistica”. “Non vi è dubbio sulla veridicità dei dati rilevati - ribadisce Graeme Addison, cosmologo della Johns Hopkins University - ma restiamo in disaccordo sull’interpretazione”.

Ma cosa significherebbe vivere all’interno di un Universo chiuso? Come prima cosa potremo dire che l’Universo non è infinito ma finito e circoscritto. In teoria, se un viaggiatore partisse da un punto X, ipotizzando un percorso che non comporti mai un cambio di direzione, al termine del viaggio si troverebbe esattamente al punto di partenza. Il secondo aspetto, tutto da chiarire, sarebbe legato alla collocazione dell’Universo sfera e dunque alla possibile esistenza, da tanti teorizzata, di un Multiverso. Gli autori dello studio ci tengono comunque a precisare che i risultati da loro ottenuti sono tutto fuorché conclusivi. La scoperta, che venga o meno confermata, dovrà spronare il mondo della scienza a comprendere ciò che ancora è avvolto da un velo di mistero.

Riferimenti