Venti anni di vita extra grazie a una terapia genica, ma solo per i milionari

E’ la promessa di una start-up americana che, pur non avendo ricevuto autorizzazioni dalla Food and Drug Administration, ha avviato dei test clinici rischiosi

Venti anni di vita extra grazie a una terapia genica, ma solo per i milionari

Vivere oltre i limiti naturali della vita biologica, anche se non in eterno. E’ quanto promette la Libella Gene Therapeutics, una start-up americana, con sede nel Kansas, che opera nel settore delle biotecnologie. La società, priva di qualsiasi autorizzazione da parte della Food and Drug Administration, sta promuovendo dei controversi trattamenti genici che consentirebbero (il condizionale è d’obbligo) di prolungare la vita di un uomo di circa 20 anni. Per farlo, evidenziano gli scienziati della start-up, è sufficiente rigenerare i telomeri, le strutture protettive che si trovano alle estremità dei cromosomi. Il processo, che presenta una moltitudine di rischi per la salute, non è per tutti. La società apre l’opportunità ai soli soggetti anziani, volontari, che siano inoltre disponibili a pagare un milione di dollari.

La sperimentazione, che dovrebbe prendere il via a inizio gennaio del 2020, avrà luogo al di fuori dei confini statunitensi, in una clinica della Colombia, a 40 km da Bogotà. Agli aspiranti Matusalemme sarà iniettato un virus geneticamente modificato. Questo conterrà al suo interno una serie di istruzioni che porteranno le cellule a produrre la cosiddetta “trascrittasi inversa telomerica”, anche detta TERT, che funge da controllore dell’estensione telomerica, e dunque ad allungare la durata stessa della vita.

La sperimentazione si basa sulla scoperta di alti livelli di telomerasi all’interno del rivestimento dell’intestino (gli unici che sembrano in grado di rinnovarsi continuamente nonostante il passare del tempo). Prima di avviare i test sull’uomo l’equipe di scienziati ha sperimentato il virus su una moltitudine di cavie animali. I risultati, benché uomo e topi siano geneticamente molto diversi, sono stati estremamente positivi. Ora i vertici della Libella Gene Therapeutics hanno deciso di dare il via ai test sull’uomo. Il candidato ideale dispone di un conto corrente cospicuo (almeno a 6 cifre), ha già oggi un’età ragguardevole e non vuole abbandonare le proprie ricchezze terrene: ovviamente al soggetto non viene garantito alcun risultato… anzi, i rischi di una dipartita anticipata sono elevatissimi.

Stando a quanto riferisce Frank Swain sulle pagine della rivista MIT Technology Review, il trattamento ha elevate possibilità di attivare una moltitudine di cellule pre-cancerose. Sono due, per ora, i ricconi che hanno aderito ai test: una donna di 90 anni e un uomo di 79. Dalla società le informazioni sulla sperimentazione trapelano con il contagocce. Si conosce ad esempio il nome di una delle responsabili dello studio, la dottoressa Maria Blasco, direttrice dello Spanish National Centre for Cancer Research, ma non i nomi degli scienziati che avranno il compito di seguire i pazienti nel corso delle diverse fasi dei test. Nonostante i proclami c’è chi sostiene che l’annuncio della Libella Gene Therapeutics sia soltanto una trovata pubblicitaria. In passato, nel 2016 prima e nel 2017 poi, la start-up aveva infatti annunciato delle sperimentazioni di telomerasi sull'uomo, ma di queste nessuna sarebbe mai stata portata a termine.

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