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I vecchi satelliti abbandonati nello spazio sono una minaccia che stiamo sottovalutando: i rischi per l’umanità

Entro i prossimi 10 anni il numero sarà tale da rappresentare un problema. A detta degli scienziati potrebbero influenzare l’atmosfera e persino la magnetosfera terrestre

Roberto Zoncadi R.Z.   
Foto Shutterstock
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Il futuro dell’umanità è nello spazio”. Lo sentiamo ribadire sempre più spesso da molti miliardari che vorrebbero in qualche modo conquistare il Cosmo. Ma sta di fatto che la nostra casa, l’unica al momento disponibile - sia per i poveri quando per i più ricchi del pianeta-, resti comunque soltanto quella che abbiamo sotto i piedi, la nostra amata Terra. Si parla ormai quotidianamente di inquinamento, che ha raggiunto ogni più remoto e isolato anfratto del “globo”, ma alcune minacce non sono visibili perché stanno sopra le nostre teste: dove in pochi hanno la possibilità di guardare.

Dal lontano 4 ottobre del 1957, anno in cui l’allora Unione Sovietica lanciò il primo satellite della storia, l’umanità ha spedito nello spazio oltre 12mila oggetti, oltre la metà dei quali risulta esser attiva. Tonnellate di “metallo” che, prima o poi, dovrà rientrare nell’orbita terrestre, con conseguenze poco chiare su ionosfera e atmosfera. E con il boom dei servizi di comunicazione i rischi sono altissimi. “Potremmo arrivare a 100.000 satelliti in 10-15 anni”, ha detto il dottor Jonathan McDowell, del Centro di astrofisica di Harvard-Smithsonian. Non hanno una vita eterna e il loro rientro potrebbe trasformare il pianeta in una discarica di rifiuti tossici, ma non solo.

Il numero dei detriti potrebbe esser tale da compromettere la nostra atmosfera e addirittura la magnetosfera. Il problema già esiste, ma diventerà qualcosa di insormontabile dal 2030 in poi, a seguito del grande successo dei cosiddetti “satelliti usa e getta”. “Sono un fisico del plasma – spiega Sierra Solter, autore dell’articolo apparso sulle pagine del Guardian – e di recente ho scoperto che i rifiuti spaziali generati da satelliti commerciali morti e morenti potrebbero compromettere la nostra ionosfera o magnetosfera, nota anche come ambiente plasmatico del nostro pianeta”.

“Non ho dubbi sul fatto che l’enorme vastità di questo inquinamento distruggerà il nostro delicato ambiente plasmatico - evidenzia il fisico -. Eppure, in pochi stanno affrontando la questione che sarà destinata a generare una potenziale crisi planetaria. Non se ne parla perché gran parte della ricerca scientifica ha la necessità di servirsi di servizi di questa natura: ci sono dei grandi interessi e certe domande è meglio non farsele”. Ad oggi i residui di polvere metallica che ogni anno tornano sulla Terra, restando intrappolati nella ionosfera, sono pari al peso di diverse Torri Eiffel. “Resteranno per sempre lì, e non è una buona notizia”, spiega Solter. Il fenomeno dei satelliti e dei razzi che saturano l’atmosfera con l’allumina che riduce l’ozono scatenerà conseguenze oggi inimmaginabili.

“A differenza dei meteoriti, che sono piccoli e contengono solo tracce di alluminio, i satelliti artificiali lanciati in orbita dall’uomo sono enormi e costituiti interamente da alluminio e altri materiali esotici e altamente conduttivi. Questi ultimi, inoltre possono creare effetti di carica e agire come uno scudo magnetico. Un loro accumulo potrebbe intrappolare o deviare completamente il campo magnetico”. Estrapolando alcuni dati dagli archivi open source, l’attuale spazzatura intrappolata nella ionosfera mostra un’apparente firma elettrostatica prodotta dall’uomo.

È noto che i singoli veicoli spaziali possano perturbare il loro ambiente con scie di plasma: immaginiamo ora cosa potrebbe accadere con 100mila o più di questi satelliti. Potremo perdere parte dell’ozono, e il fenomeno causerebbe lo stripping atmosferico con conseguente perdita di abitabilità. La magnetosfera garantisce la vita sulla Terra e solo per questo andrebbe protetta almeno quanto un qualsiasi altro ecosistema sul pianeta. L’industria aerospaziale, si domanda Solter, sarà responsabile della scomparsa del nostro pianeta azzurro? Magari non è così, ma la magnetosfera è la prima linea di difesa contro un Sistema Solare altrimenti letale: qualsiasi suo inquinamento dovrebbe essere studiato e monitorato con attenzione.

Roberto Zoncadi R.Z.   
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