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Tre “Terre” sotto due soli: la scoperta impossibile che sfida la logica dell’Universo

Nella costellazione di Cefeo, a 190 anni luce, gli astronomi hanno trovato un sistema binario con tre pianeti simili alla Terra. Una scoperta che ribalta ciò che credevamo possibile

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Rappresentazione ricreata dall'IA
Rappresentazione ricreata dall'IA

Nel cuore della costellazione di Cefeo, a circa 190 anni luce dalla Terra, gli scienziati hanno individuato un sistema stellare che pare uscito da un romanzo di fantascienza. Si chiama TOI-2267, e la sua struttura manda in crisi le teorie più consolidate sulla formazione dei pianeti rocciosi. A renderlo straordinario è la sua architettura: due stelle che orbitano molto vicine tra loro, entrambe con pianeti propri. Una coppia di soli con, attorno, tre mondi simili alla Terra. Due orbitano attorno alla prima stella, mentre il terzo ruota attorno alla compagna. È la prima volta che un sistema binario compatto mostra pianeti in transito attorno a entrambe le stelle sorelle, un evento ritenuto finora impossibile a causa dell’instabilità gravitazionale.

Secondo le teorie più accreditate, in contesti simili i pianeti non dovrebbero nemmeno formarsi: la doppia influenza delle stelle renderebbe instabile qualsiasi disco protoplanetario. Eppure, contro ogni previsione, TOI-2267 ospita tre pianeti rocciosi, due dei quali hanno dimensioni molto simili alla Terra. Una sorpresa che conferma quanto ancora sia parziale la nostra conoscenza del cosmo. La NASA ha da poco celebrato il trentesimo anniversario della caccia agli esopianeti, superando la soglia dei seimila mondi confermati, ma scoperte come questa mostrano che l’Universo ha ancora molti colpi di scena in serbo.

Come è stata fatta la scoperta: da TESS a TRAPPIST e SPECULOOS

A rivelare il segreto del sistema TOI-2267 è stato un ampio team internazionale di ricercatori guidato dall’Università di Liegi, in Belgio. Alla collaborazione hanno partecipato scienziati di prestigiosi centri come l’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia, il Caltech di Pasadena, il MIT, l’Università Lomonosov di Mosca e la NASA. Coordinati dal professor Sebastián Zúñiga-Fernández, membro dell’Astrobiology Research Unit, gli studiosi hanno analizzato i dati del Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), il telescopio spaziale della NASA dedicato alla ricerca di esopianeti attraverso la tecnica del transito.

Le prime tracce dei tre pianeti sono emerse grazie al software “Sherlock” sviluppato proprio a Liegi, che ha elaborato i dati fotometrici raccolti da TESS. I risultati sono poi stati verificati attraverso osservazioni di follow-up condotte con i telescopi SPECULOOS e TRAPPIST, quest’ultimo reso celebre nel 2017 per la scoperta del sistema planetario TRAPPIST-1, anch’esso popolato da pianeti rocciosi, alcuni nella zona abitabile.

Due stelle troppo vicine per ospitare pianeti

Uno degli aspetti più sorprendenti di TOI-2267 riguarda la distanza tra le due stelle principali, M5 (TOI-2267A) e M6 (TOI-2267B): appena otto unità astronomiche, circa 1,2 miliardi di chilometri. Per intenderci, meno della distanza tra il Sole e Saturno. Si tratta di una vicinanza estrema, capace di generare enormi perturbazioni gravitazionali. In simili condizioni, secondo i modelli classici, nessun pianeta roccioso potrebbe sopravvivere, eppure in questo caso tre mondi orbitano stabilmente.

Gli scienziati ritengono che due pianeti orbitino attorno alla stella principale, mentre il terzo ruoti attorno alla compagna. “La nostra analisi mostra una disposizione unica: due pianeti transitano attorno a una stella, e il terzo attorno alla sua stella gemella”, ha spiegato Zúñiga-Fernández nel comunicato ufficiale. “TOI-2267 è il primo sistema binario noto a ospitare pianeti in transito attorno a entrambe le stelle”.

Un laboratorio naturale per capire come nascono i mondi

Il sistema, secondo i ricercatori, rappresenta un “laboratorio naturale” per studiare i limiti dei modelli di formazione planetaria. “Questo sistema ci permette di capire come pianeti rocciosi possano emergere e sopravvivere in condizioni dinamiche estreme, dove pensavamo che la loro stabilità fosse impossibile”, ha aggiunto Francisco J. Pozuelos, coautore dello studio.

I pianeti scoperti sono “caldi”, cioè orbitano troppo vicino alle proprie stelle per ospitare forme di vita simili a quelle terrestri. Tuttavia, la loro esistenza suggerisce che anche in ambienti caotici la natura riesca a costruire mondi solidi, sfidando ogni previsione. È un segnale che apre nuove strade nello studio dei sistemi binari e delle zone abitabili in universi multipli di stelle.

Una visione da film e nuove scoperte all’orizzonte

Chi si trovasse su uno di quei tre pianeti vedrebbe due soli all’orizzonte, come nel celebre pianeta Tatooine di Star Wars. Uno spettacolo unico, ma anche un promemoria della varietà infinita del cosmo. La scoperta di TOI-2267 arriva pochi giorni dopo l’annuncio di un’altra importante identificazione: la super Terra GC 251 c, a soli 18 anni luce, situata nella zona abitabile della sua stella.

Se confermata la presenza di un’atmosfera, GC 251 c potrebbe ospitare acqua liquida, rendendola una candidata ideale per future osservazioni. Entrambi i sistemi saranno tra i bersagli principali dei telescopi di nuova generazione, come il Giant Magellan Telescope (GMT) e l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, con specchi superiori ai 30 metri. Il futuro dell’astrofisica, dunque, è appena cominciato.

Necessario ridefinire i confini del possibile

La scoperta, pubblicata su Astronomy & Astrophysics con il titolo “Two warm Earth-sized exoplanets and an Earth-sized candidate in the M5V–M6V binary system TOI-2267”, segna una tappa cruciale nella ricerca di nuovi mondi. Ogni nuovo sistema scoperto mette in crisi la nostra idea di “normalità cosmica” e spinge gli scienziati a ripensare i modelli di stabilità e formazione.

Se anche sistemi binari così instabili possono generare pianeti solidi, allora l’Universo è molto più creativo di quanto immaginiamo. E forse, da qualche parte, anche quei mondi “impossibili” potrebbero nascondere i segni di una vita che non assomiglia affatto alla nostra.

Fonte:
Two warm Earth-sized exoplanets and an Earth-sized candidate in the M5V-M6V binary system TOI-2267
” - Astronomy & Astrophysics

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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