Contro i cambiamenti climatici, scienziati al lavoro per creare una super pianta in grado di “divorare” l’anidride carbonica

Il progetto lanciato dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies

Contro i cambiamenti climatici, scienziati al lavoro per creare una super pianta in grado di “divorare” l’anidride carbonica
di R.Z.

Contro i drastici cambiamenti climatici in atto, dovuti principalmente alle attività umane sulla Terra, la scienza gioca la carta più potente, quella di “Madre Natura”. Un’equipe di scienziati californiani del Salk Institute for Biological Studies  è infatti impegnato in un progetto che mira a creare una pianta in grado di assorbire quantità considerevoli di anidride carbonica. L’ambizioso progetto, ribattezzato Ideal Plant, è curato dalla biologa Joanne Chory, scienziata che vanta moltissimi riconoscimenti inerenti scoperte effettuate nel mondo delle piante.

Una super pianta per ripulire il mondo

Le piante, spiegano i ricercatori, erano la scelta migliore perché, attraverso la fotosintesi clorofilliana sono già in grado di assorbire l’anidride carbonica. Il problema principale è dato però dal fatto che al termine del processo quasi tutta la CO2 viene nuovamente rilasciata… E’ dunque fondamentale ottimizzare il sistema, così da ridurre non solo le attuali emissioni ma anche gli eccessi di anidride carbonica accumulatisi nei decenni.

Migliorare capacità del pianeta di sostenerci

"L'umanità è a un bivio - evidenzia Chory - . Nei prossimi decenni, poiché la popolazione umana aumenterà da 7 a 10 miliardi o più, metteremo un'incredibile pressione nella capacità del pianeta di sostenerci. Il riscaldamento globale renderà molto difficile, se non impossibile, fornire questa popolazione e abbiamo un disperato bisogno di metodi per rimuovere il carbonio dall'atmosfera. Le piante possono essere una parte fondamentale della soluzione".

Tecnica sicura ed economica

Per raggiungere il progetto saranno necessari ancora decine di milioni di dollari, e almeno 10 anni di ricerca. Ogni singolo sforzo investito in questo settore, evidenziano tuttavia i biologi, sarà ripagato grazie al ripristino delle condizioni climatiche del passato. Funzionerà? Di certo una parte della comunità scientifica considera il progetto più semplice, e “meno rischioso”, delle attuali soluzioni in campo, non ultima quella che prevede l’utilizzo di sostanze che, sparate nella stratosfera, tra i 15 e i 50 chilometri di quota, ripuliscono l’aria con conseguenze ancora oggi poco chiare.

Riferimenti