Lo studio sul coronavirus: per ogni caso confermato 5-10 sfuggono ai rilievi e causano l'80% dei nuovi contagi

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science i casi "che girano" non individuati hanno sintomi più leggeri ma questo non significa che non possano trasmettere la malattia nella forma più aggressiva

Lo studio sul coronavirus: per ogni caso confermato 5-10 sfuggono ai rilievi e causano l'80% dei nuovi contagi
TiscaliNews

Per ogni caso confermato di Covid- 19 ci sono molto probabilmente altre 5-10 persone nella comunità con infezioni non rilevate. E’ questa la conclusione alla quale sono arrivati gli scienziati che stanno studiando la diffusione del coronavirus. In assenza di misure restrittive e di test di massa i casi 'che girano' non individuati sono in genere con sintomi più leggeri e sono di per sé meno contagiosi (la metà, il 50%, dei casi confermati), ma sono nel complesso responsabili addirittura di quasi l'80% di tutti i nuovi casi di infezione. Lo scrive il New York Times, citando un rapporto pubblicato lunedì sulla rivista Science e basato su dati cinesi.

Il modello della diffusione del virus

I ricercatori hanno creato un modello della diffusione del virus in Cina prima del divieto di viaggio e di una aggressiva campagna di test. In quel periodo, da dicembre alla fine di gennaio, circa 6 casi su 7 non erano rilevati. Una situazione analoga, sottolineano gli autori, a quella presente ora in Usa e in altri Paesi occidentali, dove i test non sono largamente disponibili. "Se abbiamo 3500 casi in Usa, potrebbe trattarsi di 35 mila in realtà", afferma Jeffrey Shaman, un epidemiologo della Columbia University e autore senior dello studio.

Tamponi fatti i tardi

E lo stesso vale per tutti i paesi occidentali che hanno iniziato in ritardo a fare i tamponi e che comunque non ne hanno fatti a sufficienza. La situazione non è da sottovalutare, anche perché "anche se si prende la malattia da una persona con sintomi lievi, questo non significa che la si prende in maniera leggera - conclude Shaman -. Potresti ugualmente finire in terapia intensiva", per questo è importante il più possibile implementare i test e rendere disponibili test diagnostici più economici.

I test su larga scala

La ricerca evidenzia inoltre che dopo che il governo cinese ha isolato il centro dell'epidemia il 23 gennaio e ha cominciato i test su larga scala, il quadro è cambiato drasticamente, consentendo di identificare circa il 60% dei casi positivi, contro il 14% precedente. Allo studio hanno partecipato autori di cinque istituzioni, incluso l'Imperial College London, la Tsinghua University di Pechino e la University of Hong Kong.