Luce verde del governo Usa alla sperimentazione shock su un virus pandemico: gravi rischi per l'umanità

La comunità scientifica spaccata: c’è anche l’ok alla modifica genetica dell’H5N1 e H7N9, considerato più letale dell’influenza spagnola del 1918 e dietro il cui nome potrebbe celarsi la famigerata “Malattia X” citata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

Luce verde del governo Usa alla sperimentazione shock su un virus pandemico: gravi rischi per l'umanità

Un’equipe di scienziati ha ricevuto dal governo degli Stati Uniti l’autorizzazione ad effettuare dei controversi test di laboratorio sul già pericoloso virus dell’influenza aviaria H5N1. I rischi per la salute umana venivano considerati così elevati che le stesse autorità federali, per ben quattro 4 anni, avevano sempre negato l’ok. Ora, dopo innumerevoli pressioni, i ricercatori hanno ricevuto il via libera. La notizia, che fa tremare il mondo, è stata diffusa da un giornalista di ScienceInsider che ha lanciato l’allarme, evidenziando gli innumerevoli rischi per la salute pubblica.

Test in due laboratori

Due i laboratori che dovranno occuparsi dei test, che prevedono anche la poco rassicurante modifica genetica del virus. Uno dei progetti, che ha già ricevuto dei finanziamenti dall'National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) del National Institutes of Health (NIH) a Bethesda, nel Maryland, prenderà il via tra qualche settimana, mentre l'altro è ancora in attesa di finanziamenti.

Comunità scientifica spaccata

La sperimentazione preoccupa non soltanto la gente comune, ma anche gli stessi addetti ai lavori. Gli scienziati al servizio dei due laboratori, anche involontariamente, potrebbero infatti rendere i patogeni più infettivi e letali, in grado di diffondersi con maggiore velocità tra i mammiferi… Il governo poi non contribuisce di certo a tranquillizzare gli animi. Il vecchio divieto di sperimentazione è stato rimosso senza motivazioni chiare. “Il Governo - ha detto l'epidemiologo Marc Lipsitch, dell'Università di Harvard - ci chieste di fidarci di un processo completamente opaco, in cui il risultato finale è quello di consentire una serie di esperimenti pericolosi ".

Soddisfazione di chi seguirà i test

Inutile dire che c’è anche chi si dice felice di poter riprendere gli studi sul virus. "Siamo lieti che il governo degli Stati Uniti abbia valutato i rischi e i benefici... e sviluppato nuovi meccanismi di supervisione - afferma Yoshihiro Kawaoka, ricercatore dell'Università del Wisconsin a Madison e presso l'Università di Tokyo -. Sappiamo che questa ricerca comporta dei rischi molto grandi. Ma riteniamo che sia doveroso correre questo pericolo, per proteggere la salute umana". E di certo non farà dormire sonni tranquilli sapere che il secondo gruppo chiamato a condurre i delicati test è quello guidato dal professor Ron Fouchier, del Centro medico universitario Erasmus di Rotterdam, nei Paesi Bassi. Nel 2011, infatti, Fouchier e il collega Kawaoka hanno scatenato il panico annunciando di aver modificato il virus dell'influenza aviaria rendendolo mortale, anche se capace di diffondersi tra i furetti.

L’uomo sfida la sorte

Cosa accadrebbe se all’interno di una delle due strutture ci fossero dei problemi? Il virus potrebbe diffondersi, e nessuno potrebbe fermarlo. Il finanziamento concesso al team di Kawaoka prevede le stesse regole di sperimentazione del 2014. Il laboratorio avrà totale libertà di creare mutazioni di H5N1, che ne consentiranno anche una rapida diffusione aerea. L’unico dovere dei ricercatori sarà quello di informare immediatamente le autorità nel caso in cui si ottenesse un ceppo H5N1 altamente patogeno e resistente ai farmaci antivirali. I ricercatori potranno lavorare anche sull’altrettanto pericoloso H7N9, un virus a carattere pandemico, come fu la letale influenza spagnola del 1918 e dietro il cui nome potrebbe celarsi la famigerata “Malattia X” citata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Chiesta maggior trasparenza al governo

"I dettagli relativi alla decisione di approvare e finanziare questi lavori - sostiene Thomas Inglesby, direttore del Center for Health Security della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health a Baltimora, nel Maryland - dovrebbero essere resi trasparenti". La mancanza di apertura "è inquietante e indifendibile", conclude perplesso il microbiologo Richard Ebright della Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey.

Riferimenti