Scoperte delle speciali cellule staminali della placenta che rigenerano il cuore dopo un infarto

Si chiamano Cdx2 e, secondo gli scienziati, potrebbero rigenerare anche gli altri organi

Scoperte delle speciali cellule staminali della placenta che rigenerano il cuore dopo un infarto
di R.Z.

Un team di scienziati dell’Icahn School of Medicine del Mount Sinai ha dimostrato che le cellule staminali derivate dalla placenta, anche note come cellule Cdx2, possono riparare il cuore colpito da un infarto. La nuova metodica, stando a quanto pubblicato sulle pagine della Proceedings of National Academy of Sciences (Pnas), ha funzionato, rigenerando le cellule cardiache in una moltitudine di modelli animali. Il trattamento, evidenzia la professoressa Hina Chaudhry, responsabile del reparto di medicina rigenerativa cardiovascolare presso l’Icahn, potrebbe rappresentare una speranza per milioni di persone, e funzionare non solo per la rigenerazione del cuore ma anche per gli altri organi. "Mai prima d’oggi - spiega Chaudhry - si era pensato di servirsi delle cellule CDX2 per rigenerare questi organi. I nostri risultati sono destinati ad aprire la strada a nuove terapie rigenerative che si spingono oltre al cuore. Sono inoltre estremamente potenti perché possono raggiungere l’obiettivo da curare anche attraverso il sistema circolatorio, evitando il rigetto”.

La sperimentazione

In precedenza il team di ricercatori aveva scoperto una popolazione mista di cellule staminali placentari in grado di aiutare il cuore di topi femmina in gravidanza a recuperare rapidamente anche dopo delle lesioni potenzialmente letali. Il nuovo studio era invece finalizzato a determinare con precisione quali fossero le cellule staminali causa della rigenerazione delle cellule cardiache. I ricercatori hanno iniziato con l’osservare le cellule Cdx2, il tipo di cellule staminali più diffuso nella popolazione mista precedentemente identificata, scoprendo che gran parte del merito era attribuibile a loro. Per testare le proprietà rigenerative delle cellule Cdx2 i ricercatori hanno indotto attacchi cardiaci in tre gruppi di topi maschi. Il primo gruppo ha ricevuto trattamenti con cellule staminali Cdx2 derivate da placenta di topo di gestazione endogena, un secondo gruppo ha ricevuto cellule placenta che non esprimevano Cdx2 e il terzo ed ultimo gruppo ha ricevuto un semplice controllo salino.

Una scoperta che cambierà il mondo

Per analizzare tutti i topi colpiti da infarto il team ha utilizzato la risonanza magnetica, scoprendo che ogni topo incluso nel gruppo trattato con cellule staminali Cdx2 godeva di un miglioramento significativo e della rigenerazione del tessuto sano nel cuore. A tre mesi, le cellule staminali, erano migrate direttamente alla lesione cardiaca, formando nuovi vasi sanguigni e nuovi cardiomiociti (le cellule battenti del muscolo cardiaco). I topi iniettati con la soluzione salina e le cellule placentari non-Cdx2 sono andati in insufficienza cardiaca, e il loro cuore non ha manifestato prova di una rigenerazione. I ricercatori hanno scoperto anche altre due proprietà delle cellule Cdx2. In tutte sono presenti le proteine caratteristiche delle cellule staminali embrionali, note per le capacità di rigenerare tutti gli organi del corpo, ma anche proteine extra, che conferiscono al ritrovato di spostarsi rapidamente verso la lesione da curare senza scatenare la reazione del sistema immunitario dell’ospite.

"Si tratta di proprietà fondamentali per lo sviluppo di una strategia di trattamento delle cellule staminali umane. Siamo stati in grado di isolare le cellule Cdx2 anche da placenta umana a termine - ha detto Chaudhry - quindi confidiamo nel riuscire a sviluppare presto un efficace trattamento per il cuore. Rispetto alle cellule staminali embrionali, non utilizzabili per questioni etiche, la placenta viene oggi considerata uno scarto, la si potrà utilizzare ovunque senza quasi limiti”. Immensa soddisfazione è stata espressa dal team di ricercatori: “I risultati ottenuti sono sorprendenti. Nessun’altra cellula staminale si è mai dimostrata così efficiente”.

Riferimenti