Lancio perfetto a Cape Canaveral: Solar Orbiter in viaggio verso il Sole

La partenza è avvenuta dalla rampa 41 della US Air Force Station di Cape Canaveral, con un razzo Atlas V. La missione ha iniziato un tragitto che fra tre anni e mezzo la porterà a 42 milioni di chilometri dal Sole

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TiscaliNews

La sonda europea Solar Orbiter diretta al Sole è stata lanciata dalla base americana di Cape Canaveral con un razzo Atlas 5. Inizia così la missione più ambiziosa mai organizzata diretta alla nostra stella, realizzata dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e condotta in collaborazione con la Nasa; uno dei suoi dieci strumenti è italiano, sviluppato dall'Università di Firenze.

Dopo due rinvii, uno dovuto a un problema tecnico e l'altro a condizioni meteorologiche sfavorevoli, la missione ha iniziato il suo viaggio che fra tre anni e mezzo la porterà a 42 milioni di chilometri dal Sole. Il lancio ha sfruttato l'allineamento fra la Terra e Venere, che ha permesso di porre la sonda lungo la traiettoria ideale per percorrere correttamente il suo cammino, sfruttando la spinta gravitazionale dei due pianeti.

Arrivata sulla sua orbita definitiva, la più vicina al Sole mai raggiunta da un veicolo, potrà catturare le prime immagini delle regioni polari della nostra stella e fornire dati preziosi per studiarne il campo magnetico. Da quest'ultimo dipendono fenomeni importanti, come i cicli di 11 anni dell'attività solare e le violente tempeste, i cui effetti sulla Terra possono provocare bellissime aurore polari oppure danni a satelliti, comunicazioni radio, Gps e reti elettriche.

Questo satellite dell'Agenzia spaziale europea (ESA), che pesa e misura quanto una grossa automobile, è stato sviluppato in collaborazione con gli americani della NASA ed è costato 1,5 miliardi di euro. Gli scienziati hanno ancora molto da imparare, sul Sole. Ad esempio: perché manifesta cicli di attività di 11 anni? E come può la sua temperatura superare il milione di gradi in corrispondenza della corona, quando in superficie è meno di 6'000°C?  

Capire i meccanismi alla base di questi fenomeni consentirebbe forse di anticiparli: gli scatti d'ira di Elio sono pericolosi, per gli astronauti e i satelliti. I venti solari (gli stessi che generano l'aurora boreale) attaccano le cellule viventi e disturbano le trasmissioni non appena si lascia l'involucro di protezione costituito dal campo magnetico che circonda la Terra. La partenza è avvenuta dalla rampa 41 della US Air Force Station di Cape Canaveral, con un razzo Atlas V.