Genetisti in campo per salvare il pianeta: “Resuscitare i mammut per fermare lo scioglimento dei ghiacci”

Il ritorno dei pachidermi avverrà entro i prossimi due anni, ma all’interno di un parco sperimentale

Genetisti in campo per salvare il pianeta: “Resuscitare i mammut per fermare lo scioglimento dei ghiacci”
di R.Z.

“Resuscitare” gli estinti mammut per salvare il pianeta. E’ questo l’ambizioso, forse rischioso progetto, annunciato da un team di genetisti di Harvard, già impegnato nella clonazione di cellule di elefante asiatico contenenti piccole componenti del Dna del mammut. I progenitori dei moderni elefanti, secondo le previsioni degli scienziati, potrebbero arrestare lo scioglimento del permafrost, lo strato di ghiaccio polare permanente. Inoltre, sostengono i ricercatori, il ritorno della specie aiuterebbe a preservare la vegetazione della tundra artica, azzerando il rilascio dei gas serra nell’aria. La prima creatura appartenente alla specie, comparsa circa 4,8 milioni di anni fa (Pliocene) e scomparsa circa 3.500 anni fa, potrebbe vedere la luce già entro i prossimi 2 anni.

Popolare un'area sperimentale di Kolyma

L'obiettivo dei genetisti di Harvard è quello di popolare un'area sperimentale di Kolyma, il Parco del Pleistocene fondato da alcuni scienziati russi nel 1996. “Il mammut scava nella neve e fa filtrare l'aria ghiacciata - spiega il professor Paul Church - mentre d'estate abbatte e stradica gli alberi che attirano più calore rispetto all'erba. Insomma potrebbero contribuire a creare un ambiente più simile alla steppa e contenere lo scioglimento del permafrost causato dal riscaldamento climatico, che nell'emisfero settentrionale, artico e pre-artico è doppio rispetto al resto del Pianeta”. Nel parco, oltre ai mammut, ci sarebbero altri animali tipici della zona. Al momento il Pleistocene Park ospita 100 esemplari di renne, cavalli, yak, bisonti e bue muschiato.

La Siberia non è più il freezer del pianeta

Il clima del pianeta viene pesantemente influenzato dai ghiacciai siberiani. Quello che un tempo poteva esser paragonato ad un freezer somiglia sempre più a un frigorifero… e i ghiacci scompaiono, liberando la materia organica contenuta a centinaia di metri di profondità. Il rischio è che il processo liberi ossido di carbonio e gas metano in quantità che gli scienziati non sono in grado di prevedere.

Cambiamenti drammatici già in corso

E qualcosa già starebbe cambiando, drammaticamente. Quotidianamente si registrano esplosioni di metano che danno origine a incendi e crateri grandi come case. Strani fenomeni anche nella penisola di Yamal, sul mare di Kara. I Nenets, popolazione indigena dei mandriani di renne, vivono la trasformazione dell’ambiente sulla propria pelle. Un tempo chiamavano la propria zona “confine del mondo” ma “terra viva”. Gli sciamani, si legge sulle pagine de Il Giornale, “pensano che sia giunto il terzo stato dell'esistenza che essi suddividono nel regno alto, quello di Noom, lo spirito creatore, nel regno di mezzo, che è la terra con gli uomini e gli animali, e il regno di Nga, fratello di Noom, spirito della morte e della malattia che consiste in sette strati di ghiaccio, e nei tempi peggiori lo spirito della malattia emerge dalle tenebre scongelate”. Insomma l’unica speranza per la Russia, e per l’intero pianeta, sembrerebbe passare su un antico sentiero che porta al ritorno in vita degli antichi mammut.